La consigliera comunale di Cosenza, Bianca Rende, si è espressa con fermezza sulla possibile chiusura della Casa San Francesco, un tema che in questi giorni sta suscitando ampie discussioni in città. Prendendo spunto dalle dichiarazioni dell’Arcivescovo Giovanni Checchinato, Rende ha evidenziato l’importanza di un impegno concreto da parte delle istituzioni locali, al di là della carità individuale.
L’appello dell’Arcivescovo e l’intervento delle istituzioni
Rende ha innanzitutto lodato la figura dell’Arcivescovo Checchinato, definendolo un esempio di vocazione e attenzione verso gli esclusi della società. Tuttavia, la consigliera sottolinea che l’appello dell’Arcivescovo non dovrebbe essere indirizzato solo alla generosità privata, ma anche e soprattutto alle istituzioni pubbliche. «Esistono enti e istituzioni che dovrebbero riservare nel loro bilancio una quota significativa per sostenere i ceti più fragili, senza rinunciare al loro prestigio», ha affermato Bianca Rende, aggiungendo che sarebbe fuori luogo strumentalizzare l’appello religioso per ragioni politiche o per fare giochi di responsabilità.
Il ruolo della Fondazione Carical e delle istituzioni bancarie
Il discorso della consigliera si è concentrato poi sul ruolo delle istituzioni finanziarie, in particolare della Fondazione Carical, che opera sul territorio interregionale. Rende ha evidenziato che la quota di risorse destinate alla lotta contro la povertà è stata insufficiente nell’ultimo bilancio consuntivo, ammontando solo al 3% dell’importo complessivo. In particolare, per la Casa di San Francesco, storica realtà di volontariato religioso e sociale, l’importo stanziato è stato di meno di 10.000 euro. «Non si potrebbe fare di più?», si è chiesta la consigliera, suggerendo che anche altre banche locali potrebbero impegnarsi maggiormente, seguendo l’esempio di istituzioni meritevoli che hanno contribuito alla pubblicazione di opere sulla storia e i protagonisti del movimento cattolico cooperativo.
Il ruolo della classe dirigente e l’impegno verso i più poveri
Infine, Bianca Rende ha lanciato un appello alla classe dirigente della città e della regione, chiedendo un impegno maggiore per contrastare la povertà e sostenere le iniziative di volontariato che si occupano dei più vulnerabili. Rende ha ribadito che la politica non deve più essere disinteressata e che le istituzioni devono fare di più per aiutare le realtà che operano sul territorio, che non possono fare tutto da sole. «I tempi non sono più quelli del “non expedit”», ha concluso, sottolineando che ora è il momento per un’azione concreta da parte di chi occupa ruoli di responsabilità.