Un nuovo edificio in cemento, aiuole trasformate in orti, ghiaia estranea al contesto storico e meno della metà delle piantine promesse. È quanto denunciano le realtà cittadine che hanno effettuato un sopralluogo nella Villa vecchia di Cosenza, criticando aspramente i lavori di riqualificazione eseguiti e chiedendo trasparenza sull’impiego delle risorse pubbliche.
A sollevare le contestazioni sono il Forum Ambientalista Calabria, Radio Ciroma, il Comitato Quartiere Riforma/Rivocati, l’Usb Cosenza e La Base, che in una nota congiunta definiscono gli interventi realizzati “inadeguati” e “non all’altezza dell’investimento annunciato”.
“La prima cosa che ci ha colpito entrando da Piazza XV Marzo – scrivono – è la presenza di una nuova struttura in cemento con pietre squadrate e infissi neri, un ibrido architettonico che non si integra con il contesto”. L’edificio, descritto come una via di mezzo tra infopoint, ristopub e cenotafio urbano, è uno degli elementi più criticati, sia per l’impatto visivo che per l’incertezza sulla sua funzione effettiva.
Proseguendo il sopralluogo, i rappresentanti delle associazioni hanno riscontrato ulteriori anomalie: aiuole simili a piccoli orti, una ghiaia biancastra completamente fuori scala rispetto ai toni tipici della villa storica, e una quantità di piante notevolmente inferiore rispetto alle promesse iniziali. A fronte delle 20.000 unità annunciate dal consigliere comunale Francesco Alimena, i presenti stimano la presenza di non più di 4.000 piantine, con diverse già compromesse a causa di una cattiva irrigazione.
Le critiche si estendono anche agli interventi su vasche e fontane, che – secondo quanto riportato – non sembrano aver beneficiato di una riqualificazione significativa o coerente con il valore storico del sito. Le associazioni parlano apertamente di un’occasione mancata e di un uso discutibile dei fondi pubblici, chiedendo un resoconto dettagliato dei costi sostenuti, delle imprese coinvolte e dei criteri adottati per la progettazione.
“A fronte delle spese sostenute, i risultati sono deludenti e non restituiscono il valore che la Villa vecchia meriterebbe come polmone verde e simbolo storico della città”, concludono i promotori dell’iniziativa.
Alla luce di quanto emerso, le sigle chiedono un confronto pubblico e immediato con l’Amministrazione, per fare chiarezza sui fondi impiegati e per rivedere le scelte progettuali che, a loro giudizio, non rispettano l’identità storica e ambientale del luogo.
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