Cosenza, il Comune restituisce la statua di Giacomo Mancini alla Fondazione

Dopo una diffida formale e tensioni legali, l’opera in bronzo torna alla Fondazione: sarà ricollocata in sede privata

Torna alla Fondazione Giacomo Mancini la statua in bronzo dell’ex leader socialista, rimossa mercoledì 18 giugno su disposizione dell’amministrazione comunale di Cosenza. A segnare la svolta è stato l’annuncio ufficiale del sindaco Franz Caruso, che nel pomeriggio di giovedì 19 giugno ha comunicato la restituzione dell’opera entro la giornata di oggi, venerdì 20.

La decisione arriva in risposta a una diffida formale inviata dalla Fondazione nella stessa mattinata del 19 giugno, in cui si intimava al Comune la restituzione immediata della statua, accusando l’Ente di rimozione arbitraria e illegittima. Il documento, firmato dai legali della Fondazione, ha fatto riferimento a una serie di violazioni contrattuali e normative, richiamando inoltre ricorsi già depositati presso il Tribunale di Cosenza.

«La statua verrà riconsegnata alla Fondazione Mancini. Sarà un’operazione a costo zero per il Comune», ha precisato il primo cittadino. L’aspetto economico della vicenda ruota attorno a una determina dirigenziale da 8.000 euro, firmata dal dirigente Bruno, che prevedeva 6.000 euro per una nuova collocazione dell’opera e 2.000 per il trasporto effettuato dalla ditta Bretia Restauri. Tuttavia, tali costi saranno coperti con fondi dovuti dalla Fondazione stessa, relativi a una condanna al pagamento delle spese di lite a seguito della bocciatura di un precedente ricorso.

Secondo quanto riportato nella diffida, la rimozione della statua sarebbe avvenuta senza dare riscontro alle richieste di un contraddittorio da parte della Fondazione e nonostante la presenza in loco dell’onorevole Giacomo Mancini, delegato della stessa. Il documento ha sottolineato anche la revoca del contratto di comodato gratuito, in base al quale l’opera era stata inizialmente affidata al Comune, chiedendo quindi la restituzione nella sede legale di via del Liceo 27 a Cosenza.

La Fondazione ha ribadito che la consegna doveva avvenire entro la giornata del 20 giugno, avvertendo che ogni ulteriore ritardo sarebbe stato considerato motivo di danno economico, per cui avrebbe chiesto un adeguato risarcimento nelle sedi opportune.

La controversia è nata nel contesto di una lunga disputa tra la Fondazione Mancini e l’amministrazione comunale, con posizioni contrapposte sia sul piano legale che simbolico. Il gesto di rimozione dell’opera ha infatti suscitato forti reazioni da parte della famiglia Mancini e dei sostenitori della figura politica dell’ex ministro socialista, mentre il Comune ha sempre sostenuto la legittimità del proprio intervento, motivandolo con ragioni tecnico-amministrative.

Ora, con la riconsegna definitiva della statua alla Fondazione, si chiude almeno una parte di una vicenda che potrebbe comunque proseguire in sede giudiziaria, a causa delle questioni risarcitorie e contrattuali ancora pendenti.

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