Educazione e disuguaglianze: Calabria fanalino di coda nella scuola

Un report evidenzia gravi lacune nei livelli di apprendimento e nei dati socioeconomici dei giovani calabresi

La povertà educativa si insinua tra le fratture economiche del Mezzogiorno, aggravando un divario storico che separa il Nord e il Sud del Paese. In Calabria, questa frattura si fa abisso: bambini e adolescenti crescono in condizioni di svantaggio non solo materiale, ma anche culturale e formativo. L’ultimo rapporto delle Fondazioni Agnelli e Rocca, basato sulle prove Invalsi, ha tracciato un quadro allarmante delle differenze territoriali nei risultati scolastici, in particolare nella scuola secondaria di secondo grado.

Secondo lo studio, gli studenti delle regioni meridionali sembrano aver frequentato oltre due anni di scuola in meno rispetto ai coetanei del Nord, almeno in termini di competenze raggiunte, soprattutto in Matematica. Il gradiente geografico risulta netto: la Calabria è ultima insieme alla Campania per i risultati in Italiano (186 punti rispetto a una media nazionale di 196) e penultima in Matematica (182 punti), seguita solo dalla Sicilia (181).

Questi dati riflettono una persistente vulnerabilità delle competenze alfabetiche e numeriche dei giovani calabresi: oltre il 60% non raggiunge il livello minimo di competenza previsto nei due ambiti, restando sotto il livello 3. A questa fragilità si aggiunge un contesto sociale ed economico che contribuisce ad amplificare le difficoltà scolastiche.

Lo studio integra i risultati Invalsi con un indice composito basato su indicatori Istat, che valutano fattori come il tasso di occupazione, la precarietà lavorativa, il reddito familiare, il livello di istruzione della popolazione adulta, la percentuale di Neet, la partecipazione culturale e l’accesso ai servizi bibliotecari.

In Calabria, i Neet – giovani che non studiano né lavorano – rappresentano il 27,2%, ben 11 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale. Inoltre, la partecipazione alla formazione continua tra i 25 e i 64 anni è tra le più basse d’Italia, fermandosi al 7,8% contro l’11,6% nazionale. Anche il livello di istruzione superiore è critico: solo il 25,3% dei giovani tra i 25 e i 39 anni possiede una laurea o un titolo terziario, un dato che si discosta negativamente di 4,7 punti dalla media italiana.

Questi numeri rivelano un circolo vizioso tra disagio sociale e povertà educativa, che mette a rischio il futuro delle nuove generazioni in Calabria. Dove un treno in orario o una visita medica tempestiva appaiono eccezioni, l’accesso all’istruzione di qualità si trasforma in una sfida quotidiana.

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