Il Palacosentia ha fatto da cornice al 1° Memorial Antonio Zupi, una manifestazione sportiva e commemorativa che ha unito passione, affetto e gratitudine per uno dei volti più rappresentativi della scherma calabrese. Organizzata dal Club Scherma Cosenza, su impulso della famiglia Zupi, la gara amichevole a squadre miste di spada ha reso omaggio ad Antonio Zupi, atleta, istruttore e arbitro scomparso a soli 28 anni.
Oltre cento schermidori, tra le categorie Assoluti e GPG, hanno preso parte all’evento. Molti di loro sono tornati sulle pedane proprio per onorare la memoria di Antonio, ricordato da tutti non solo per le sue doti sportive, ma anche per la sua umanità e disponibilità. “Un avversario leale, un amico generoso”, come sottolineato da chi ha condiviso con lui momenti di allenamento e di vita.
Un momento particolarmente commovente è stato il videomessaggio del campione del mondo Paolo Pizzo, che ha voluto rendere omaggio ad Antonio con un ricordo personale, dimostrando quanto il giovane cosentino fosse stimato anche a livello nazionale.
Antonio Zupi aveva mosso i primi passi nella scherma all’età di sei anni, proprio nel Club Scherma Cosenza. Fin dalle categorie giovanili si era distinto per impegno e talento, ottenendo risultati significativi sia in ambito regionale che nazionale. Il culmine della sua carriera sportiva era arrivato con la convocazione agli Europei Under 23, ma il suo ruolo nella scherma non si era limitato all’agonismo: era infatti anche un istruttore regionale e arbitro, molto apprezzato per la sua professionalità e capacità di trasmettere valori ai giovani.
La gara, che ha visto trionfare la squadra composta da Alberto Santise, Bianca Bilotta, Enrico Luigi Bonavoglia, Fabrizio Pellicanò, Ginevra Lenti e Mario Ignazio Canale, ha avuto come vera protagonista la memoria collettiva di un’intera comunità. Più che una competizione, il Memorial si è trasformato in un atto corale di affetto e riconoscenza, capace di trasformare il dolore in energia positiva, in un sorriso condiviso nel nome di “Zuperman”, come Antonio veniva affettuosamente chiamato.
Con questo primo Memorial, la scherma calabrese ha voluto custodire e rilanciare l’eredità sportiva e umana di un giovane che, con dedizione e correttezza, ha lasciato un’impronta profonda nel cuore di tutti.



