La Regione Calabria è chiamata a un importante sforzo di spesa entro il 31 dicembre 2025, con un obiettivo preciso: utilizzare circa 409 milioni di euro, pari al 13% delle risorse complessive del Programma Fers-Fse+ 2021-2027. Il monitoraggio effettuato nel corso del Comitato di sorveglianza ha restituito un quadro operativo in evoluzione, con criticità ma anche progressi tangibili.
Attualmente, la dotazione complessiva del Programma Calabria supera i 3 miliardi di euro, con 2,4 miliardi destinati al Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e 655 milioni al Fondo sociale europeo (Fse+). Le operazioni censite sono 763, per un valore di circa 720 milioni, mentre i pagamenti effettuati raggiungono i 116 milioni. Le spese certificate, aggiornate al 28 febbraio 2025, ammontano a circa 95 milioni, segno di un’accelerazione nella fase esecutiva.
L’impulso dato alla spesa riguarda settori strategici come infrastrutture idriche, gestione dei rifiuti, trasporti, welfare e occupazione, con una forte attenzione al recupero dei ritardi accumulati nel ciclo precedente. Il presidente Roberto Occhiuto, nel corso della riunione con il partenariato economico e sociale e i rappresentanti della Commissione Europea, ha assicurato che “in alcuni programmi si è già in overbooking”, garantendo la tenuta delle previsioni.
Per mantenere il passo, la Regione ha previsto incontri tecnici periodici – ogni due o tre settimane – con i dipartimenti coinvolti, in modo da monitorare puntualmente l’avanzamento delle attività e la credibilità delle proiezioni finanziarie. L’approccio sistemico mira ad evitare slittamenti nei tempi di spesa, per non compromettere l’accesso ai fondi.
Ma la sfida non è solo tecnica. Sul piano politico, Occhiuto ha lanciato un appello alla Commissione Europea e al Governo nazionale, sollecitando un sostegno più concreto agli enti locali impegnati in riforme coerenti con gli indirizzi europei. L’esempio portato è quello dell’unificazione degli Ato calabresi per la gestione integrata dei rifiuti e dell’acqua, riconosciuta come best practice sia a livello italiano che europeo.
Tuttavia, permane un disallineamento tra le riforme promosse a Bruxelles e gli strumenti finanziari effettivamente disponibili per realizzarle. “Le regole europee, spesso, non sono compatibili con gli obiettivi delle stesse istituzioni UE”, ha denunciato Occhiuto, che si è detto intenzionato a portare il tema al Comitato delle Regioni.
Il bilancio del ciclo 2014-2020, chiuso con un “overspending” di oltre 110 milioni, rappresenta un precedente positivo per la Calabria, dimostrando capacità di utilizzo efficiente dei fondi. Questo surplus potrebbe rivelarsi un fattore chiave nella rimodulazione delle strategie per il periodo attuale, con una probabile attenzione crescente verso ambiti come il social housing, in linea con le priorità UE fissate in sette settori strategici.
Il successo del Programma Calabria 2021-2027 dipenderà ora dalla capacità di tradurre risorse in interventi concreti, ma anche dalla prontezza dell’Unione e dello Stato nel facilitare i processi di riforma amministrativa e istituzionale.
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