Annullate le manifestazioni per la Liberazione negli Archivi di Stato, l’ira di Caruso

Il primo cittadino di Cosenza punta l'indice verso il direttore generale Tarasco e il ministro Giuli: «Non si oscuri un momento che va ben oltre quello celebrativo»

«La richiesta formale proveniente dal direttore generale archivi Antonio Tarasco, inviata a tutti gli archivi di Stato del Paese, di rinviare o annullare ogni iniziativa programmata in occasione dell’Ottantesimo anniversario della Liberazione in segno di cordoglio per la morte del Pontefice, appare assurda e del tutto fuori luogo».

«Negli Archivi di Stato, a meno che il direttore generale non sia a conoscenza di altro, solitamente non si balla e non si brinda, ma si organizzano manifestazioni sobrie e di qualità in osservanza a quella che è la mission di questi organismi indirizzata alla conservazione, tutela e valorizzazione della storia Patria. Questo è ciò che si intendeva fare nell’ Archivio di Stato di Cosenza dove è stata annullata la mostra “Grido di Libertà” la cui inaugurazione si doveva tenere ieri pomeriggio».

Lo afferma il sindaco di Cosenza, Franz Caruso che prosegue: «Non è certamente mia intenzione agitare polemiche o alzare polveroni, ma è indubbio che annullare le iniziative poste in essere dagli Archivi di Stato per celebrare una data di immenso valore per la nostra Repubblica, in uno Stato Laico, qual è appunto la Liberazione dalla dittatura nazifascista, è eccessivo intanto perché va ben oltre gli obblighi da rispettare per il lutto nazionale giustamente dichiarato, quanto cozza con  la stessa concezione che della Cultura aveva Papa Francesco, per come ricordato, peraltro, dallo stesso Ministro Giuli nel suo messaggio di cordoglio in cui ha sottolineato il sostegno del Pontefice  “alla tutela dell’arte e della memoria storica; la sua voce è stata un veicolo di ispirazione per molti”».

«Ebbene si faccia ispirare il ministro Giuli e intervenga tempestivamente affinché non si oscuri un momento che va ben oltre quello celebrativo, rappresentando soprattutto un’occasione di riflessione, di ricordo e di gratitudine. Di ricordo perché – conclude Caruso -, per come mi piace ribadire, per proiettarci nel futuro è necessario conoscere il nostro passato facendone memoria per non ripeterne gli errori. Di gratitudine nei confronti di quanti, donne e uomini, si sono opposti a 20 anni di dittatura restituendo all’Italia la libertà ed a molti di loro è costata la vita».

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