Nuove ombre si abbattono sul concorso per dirigenti scolastici in Calabria. A denunciarlo è l’Usb Scuola di Cosenza che, attraverso la voce di Pino Assalone, chiede l’annullamento della selezione, definendola un «concorso truccato» e denunciando gravi falle nei controlli e favoritismi sistemici.
Secondo il sindacato, la procedura concorsuale sarebbe stata minata da irregolarità tali da renderla insanabile. I ricorsi presentati da numerosi candidati avrebbero evidenziato, con elementi definiti «incontrovertibili», una gestione poco trasparente delle prove e un sistema che privilegerebbe logiche di potere piuttosto che criteri meritocratici.
«È impossibile porre rimedio a una situazione ormai compromessa», sostiene Assalone, che attacca duramente la gestione dell’amministrazione scolastica regionale, accusata di essere «chiusa in una torre d’avorio», distante dai principi di trasparenza e legalità. L’Usb Scuola parla senza mezzi termini di una «pagina buia» per la pubblica amministrazione, dove il controllo delle fasi concorsuali sarebbe stato del tutto inefficace.
L’accusa è chiara: il concorso avrebbe favorito alcuni candidati a discapito di altri, compromettendo il principio della parità di accesso e minando la fiducia di chi ha investito tempo, studio e impegno nella preparazione. A ciò si aggiunge una critica più ampia al sistema di selezione, ritenuto obsoleto e poco aderente a criteri democratici. «Serve un modello alternativo – afferma Pino Assalone dell’Usb Cosenza – in cui siano le scuole stesse a scegliere i propri dirigenti, come già avviene per i rettori nelle università».
Il tema della «questione morale» viene indicato come cuore del problema. Secondo Assalone, la Calabria sconta un grave deficit di democrazia amministrativa, con una gestione del potere che intreccerebbe politica, sindacati e interessi consolidati, fino a compromettere le fondamenta dello Stato di diritto. «Occorre individuare i responsabili e procedere con provvedimenti esemplari», è la richiesta di Assalone.
Il sindacato insiste da tempo sulla necessità di riformare radicalmente il sistema di reclutamento della dirigenza scolastica, sottolineando come l’attuale impianto, più che valorizzare merito e competenza, tenda a riprodurre meccanismi di esclusione e arbitrio.
In attesa degli esiti ufficiali delle verifiche e degli eventuali provvedimenti da parte del Ministero o delle autorità giudiziarie, la richiesta di annullamento del concorso rimane al centro del dibattito scolastico e istituzionale calabrese. Un segnale forte, che riapre la riflessione su legalità, equità e credibilità della pubblica amministrazione.
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