Alta velocità in Calabria: la carenza di fondi preoccupa politica e sindacati

La nostra regione rischia di rimanere esclusa dal progetto di Alta Velocità ferroviaria a causa della carenza di fondi. Politica e sindacati chiedono interventi urgenti

La realizzazione dell’Alta Velocità ferroviaria in Calabria sta vivendo una fase critica. La carenza di fondi per completare il progetto sta alimentando il fermento tra le forze politiche e sindacali, che esprimono preoccupazioni per le sorti di una regione già segnata da gravi carenze infrastrutturali. A lanciare l’allarme è stata la Gazzetta del Sud, che ha evidenziato un dato preoccupante: il costo complessivo dell’opera ammonta a oltre 30 miliardi di euro, ma attualmente sono disponibili solo 12,1 miliardi. Una cifra ben lontana dal necessario per completare l’intero progetto.

Il finanziamento attuale permette solo di completare il tratto Battipaglia-Romagnano e una porzione del tracciato campano-calabrese che va da Romagnano a Praia a Mare, oltre al raddoppio delle gallerie Santomarco tra Paola e Cosenza. Per il resto, mancano almeno 18 miliardi di euro per completare l’opera, e l’obiettivo di portare l’Alta Velocità fino a Reggio Calabria appare ancora lontano. Una situazione che sta mettendo a dura prova la coesione politica e sociale della regione.

Il Pd in Consiglio regionale ha sollecitato un piano chiaro e trasparente, chiedendo certezza sui tempi e sulle risorse. Secondo il gruppo, non è più tollerabile l’incertezza legata alla realizzazione dell’Alta Velocità. La confusione tra i vari esponenti del governo regionale e nazionale, incluso il governatore Occhiuto, non fa che aumentare le preoccupazioni. Per il Partito Democratico, la giunta regionale e il centrodestra sono incapaci di gestire la situazione, e l’unica soluzione sarebbe l’elaborazione di un piano dettagliato con scadenze precise.

Anche i 5 Stelle non risparmiano critiche: la coordinatrice regionale, Anna Laura Orrico, ha sottolineato che, secondo il Documento di finanza pubblica, la Calabria sembra essere completamente ignorata dalle politiche del governo, con grandi opere come il Ponte sullo Stretto che rubano la scena, mentre le infrastrutture ferroviarie rimangono in secondo piano.

In parallelo, il fronte sindacale si mobilita. Gianfranco Trotta, segretario della Cgil Calabria, ha messo in guardia contro le promesse irrealizzabili. Secondo Trotta, la situazione è ben conosciuta da tempo: l’Alta Velocità è finanziata solo fino a Praia a Mare, e per completare il tratto mancano almeno 1 miliardo di euro. Inoltre, l’esponente sindacale ha lanciato l’allarme sul crescente aumento dei costi che potrebbe far lievitare ulteriormente l’importo necessario per completare l’opera. Trotta ha anche ricordato che i calabresi già pagano un servizio di Alta Velocità che, di fatto, non esiste ancora nella regione. La Cgil chiede quindi un intervento urgente per calmierare i prezzi dei biglietti e un maggiore impegno da parte della Regione per risolvere questa disparità.

In una direzione simile si muove anche la Cisl, con la segretaria generale Daniela Fumarola che ha ribadito l’importanza di investire in infrastrutture per connettere finalmente la Calabria al resto del Paese e all’Europa. Fumarola ha sollecitato l’utilizzo ottimale delle risorse disponibili, auspicando anche un recupero dei ritardi, qualora fosse necessario.

Il futuro dell’Alta Velocità in Calabria appare incerto, ma la crescente mobilitazione di politica e sindacati dimostra che la regione non intende arrendersi di fronte a una sfida che, se affrontata con serietà, potrebbe significare un vero e proprio salto di qualità per l’infrastruttura e l’economia locale.

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