Alta formazione in Calabria, scontro politico sul piano regionale

Proposta di legge per il rilancio del sistema universitario e Afam al centro del dibattito: critiche dalla minoranza, la maggioranza difende il progetto

La proposta di legge sulla promozione del sistema universitario e dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica in Calabria ha innescato un acceso confronto politico in Consiglio regionale. Il testo, firmato da Pasqualina Straface e Michele Cirillo di Forza Italia, si propone di creare una cornice normativa per sostenere e valorizzare le istituzioni formative del territorio, riconoscendone il valore strategico nella ricerca e nella formazione.

Tra i punti salienti della proposta, si evidenzia l’istituzione di un tavolo di coordinamento regionale come spazio di confronto e sviluppo di proposte, insieme a un osservatorio dedicato alle politiche universitarie. Inoltre, si prevede la creazione di hub per l’innovazione, il supporto agli spin-off universitari e la promozione del brand “Made in Calabria” nel contesto accademico.

Per quanto riguarda gli studenti, il disegno di legge mira a migliorare la qualità della vita universitaria, attraverso interventi come strumenti digitali per il tutorato, un pass culturale universitario e misure per la mobilità sostenibile.

Il dipartimento Istruzione, formazione e pari opportunità ha definito l’iniziativa «interessante», sottolineando che si tratta di un atto di indirizzo che potrà concretizzarsi attraverso finanziamenti dinamici. Tuttavia, la minoranza non condivide questa visione.

La consigliera del Partito Democratico Amalia Bruni ha duramente criticato il provvedimento, definendolo una «scatola vuota» priva di coperture finanziarie effettive. «Queste proposte non sono operative senza risorse – ha affermato –. L’unico modo concreto per sostenere i calabresi è garantire borse di studio a tutti i livelli».

La risposta della maggioranza non si è fatta attendere. La consigliera di Fratelli d’Italia Sabrina Mannarino ha accusato Bruni di un atteggiamento critico ricorrente e ha difeso l’impianto generale della legge, affermando che si tratta di un modello legislativo coerente con il ruolo di indirizzo del Consiglio.

Sulla stessa linea, Luciana De Francesco (FdI) ha sottolineato la qualità della produzione normativa attuale, definendo “ingeneroso” il giudizio espresso dalla minoranza.

Nel frattempo, la presidente della commissione Pasqualina Straface ha annunciato un percorso partecipativo: nelle prossime sedute saranno ascoltati i rettori delle Università calabresi e i rappresentanti degli studenti. Obiettivo dichiarato: ampliare il confronto e costruire un sistema condiviso di sviluppo.

La discussione in commissione è stata quindi rinviata per ulteriori approfondimenti, ma una prima risposta concreta è arrivata dall’assessore regionale all’Istruzione Rosario Varì, che ha dichiarato l’assegnazione alle Università calabresi delle risorse per coprire il 100% delle borse di studio per l’anno accademico 2024/2025. Una mossa che punta a dimostrare la volontà della Regione di tradurre in pratica le linee guida contenute nella proposta.

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