La fuga dei giovani dalla Calabria continua ad essere un fenomeno preoccupante, legato a salari bassi, precarietà lavorativa e scarse prospettive di crescita professionale. Un’emergenza che preoccupa anche i sindacati, come evidenziato da Mariaelena Senese, leader calabrese della Uil, che sottolinea la necessità di un intervento concreto per arginare questa tendenza.
«Dobbiamo guardare al domani partendo dai dati dell’oggi», afferma Senese, evidenziando come l’emigrazione giovanile sia una delle sfide più gravi per la regione. Secondo il sindacalista, servirebbe un vero e proprio dossier sui giovani, capace di analizzare le cause e proporre soluzioni per invertire il rottame.
Tra i problemi evidenziati, oltre alla fuga di talenti, spiccano il calo delle nascite, l’invecchiamento della popolazione e un sistema scolastico che, secondo Senese, non investe abbastanza sul futuro e rimane ancorato a logiche del passato. Un quadro critico che rischia di compromettere ulteriormente lo sviluppo del territorio se non si interviene con misure mirate.
L’assenza di strategie per il lavoro giovanile e la mancanza di investimenti in settori innovativi rendono la Calabria meno attrattiva per le nuove generazioni, spingendole a cercare opportunità in altre regioni italiane o all’estero. La sfida, quindi, è creare le condizioni affinché i giovani possano restare e contribuire alla crescita economica e sociale del territorio.
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