Svelato l’oro votivo della Madonna del Pilerio: un tesoro di fede e storia

A Cosenza, si aprono le antiche scatole contenenti oltre 300 monili sacri: il progetto culminerà in una mostra durante la Settimana Santa

Un momento storico per Cosenza e per il suo patrimonio devozionale: dopo oltre un secolo, le scatole che custodivano l’oro votivo della Madonna del Pilerio sono state aperte, rivelando gioielli di straordinaria bellezza e valore. Questo tesoro, raccolto dal XIX secolo all’interno del Duomo della città, è il risultato delle offerte devozionali dei fedeli, che per generazioni hanno donato ex voto, anelli, croci, collane, spille e bracciali come segno di gratitudine e affidamento.

Il progetto di valorizzazione di questi preziosi manufatti, voluto da Don Luca Perri, Rettore della Cattedrale, e dall’imprenditore Sergio Mazzuca, prevede una catalogazione scientifica, uno studio storico-artistico e un intervento di pulitura eseguito nel pieno rispetto delle tecniche artigianali originali. In questa fase iniziale, un ruolo chiave è affidato agli studenti dell’indirizzo di oreficeria dell’Istituto di Istruzione Superiore “Marconi-Guarasci”, che lavoreranno al fianco di maestri orafi esperti nei laboratori di Mazzuca per contribuire alla conservazione dei manufatti.

La raccolta comprende oltre 300 gioielli, ciascuno portatore di una storia personale intrecciata con la memoria collettiva della comunità cosentina. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’ Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, l’Istituto Marconi-Guarasci, Banca Mediolanum, l’Associazione di promozione sociale Franco Guido e No.Do. Formazione Academy, unendo competenze artigianali, ricerca storica e formazione.

Don Luca Perri ha sottolineato l’importanza del progetto, definendolo un’operazione di riscoperta e conservazione. Il percorso di studio e restauro culminerà in una mostra all’interno della cappella seicentesca della Madonna del Pilerio, nel Duomo di Cosenza, in programma per la Settimana Santa di aprile. Questa esposizione rappresenterà la prima occasione pubblica per ammirare un tesoro di arte, fede e tradizione rimasto nascosto per oltre un secolo.

Redazione

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