Il Consiglio comunale di Cosenza, presieduto da Giuseppe Mazzuca, ha approvato all’unanimità una risoluzione giuridica sulla libertà religiosa, proposta da un gruppo di consiglieri comunali e sostenuta dalla Federazione Italiana delle Chiese Evangeliche Pentecostali. La mozione, il cui primo firmatario è Mimmo Frammartino, sottolinea la necessità di superare la legislazione sui culti ammessi del 1929-1930 e di adottare una legge quadro che garantisca il pieno rispetto della libertà religiosa in Italia.
Durante l’assemblea, tenutasi nella sala delle adunanze di Palazzo dei Bruzi, il presidente del Consiglio ha aperto la seduta con un minuto di raccoglimento in memoria di Francesco Occhiuto, figlio del senatore ed ex sindaco Mario Occhiuto, scomparso recentemente. Successivamente, ha accolto il vicesindaco Maria Locanto, alla sua prima presenza in aula, augurandole buon lavoro.
La risoluzione approvata si è inserita in un percorso avviato con la riunione della Commissione Cultura e Rapporti con il Culto del Comune di Cosenza, svoltasi il 18 novembre 2024. Durante questo incontro, si è discusso del superamento della normativa sui culti ammessi e della necessità di garantire pari diritti alle comunità religiose minoritarie, con particolare riferimento alle chiese evangeliche pentecostali.
Nel documento si richiama la consegna dell’Intesa tra il Governo italiano e la Tavola Valdese del 1984, che per la prima volta ha dato applicazione al principio costituzionale della regolazione dei rapporti tra Stato e confessioni religiose diverse da quella cattolica. Inoltre, si fa riferimento a un momento storico fondamentale per la libertà religiosa in Italia: l’emanazione delle Lettere Patenti nel 1848, con cui Carlo Alberto concesse ai Valdesi i diritti civili e politici, un riconoscimento poi esteso alle comunità ebraiche.
La risoluzione evidenzia anche le pagine buie della storia italiana , in particolare durante il periodo fascista, quando molte minoranze religiose subirono discriminazioni e persecuzioni. In particolare, le chiese evangeliche pentecostali furono colpite dalla circolare Buffarini-Guidi del 1935, che dichiarava il loro culto illegale. Sebbene tale normativa non sia più applicata dal 1955, la legislazione sui culti consentita del 1929-1930 continua a limitare alcune confessioni religiose, impedendo loro di operare con la stessa libertà garantita ad altre comunità di fede.
Il documento approvato dal Consiglio comunale di Cosenza sottolinea che la piena affermazione della libertà religiosa in Italia non è ancora compiuta. Molte realtà religiose, specialmente evangeliche pentecostali, non hanno ancora ottenuto il riconoscimento giuridico come enti di culto e sono soggette a restrizioni burocratiche, come l’approvazione governativa per la nomina dei ministri di culto o le difficoltà nell’offrire assistenza spirituale nelle carceri e negli ospedali.
Infine, la risoluzione evidenzia il contributo sociale delle chiese evangeliche e di altre comunità religiose minoritarie, che offrono servizi di accoglienza, distribuzione di pasti e sostegno alle persone in difficoltà. Questo welfare informale, spesso integrato con le iniziative delle istituzioni pubbliche, rappresenta una risorsa preziosa per il tessuto sociale del Paese. Per questo motivo, il Consiglio comunale di Cosenza chiede un intervento normativo che valorizzi il principio costituzionale di libertà religiosa, garantendo il superamento di una legislazione ormai obsoleta.



