A Cosenza cresce il dibattito attorno allo spostamento della statua di Giacomo Mancini, decretato dall’amministrazione comunale. Molti cittadini e rappresentanti politici contestano la decisione, ritenendola una mancanza di rispetto verso una delle figure più influenti della storia della città. L’ultimo appello in ordine di tempo arriva da Candida Tucci, segretaria del Movimento politico “La Cosenza che vuoi”, che invita il Comune a fare marcia indietro.
Secondo Tucci, Giacomo Mancini non è solo un simbolo per Cosenza, ma per tutta la Calabria e il Sud Italia. Ricorda, infatti, il suo contributo fondamentale nella realizzazione dell’Autostrada Salerno-Reggio Calabria e il suo ruolo nella distribuzione del vaccino Sabin, che ha salvato la vita a molti bambini. Le sue scelte politiche hanno trasformato la città, rendendola più moderna e ambiziosa.
La statua non è solo un monumento, ma un simbolo identitario, che rappresenta il legame della città con il suo passato e la sua crescita. Lo spostamento, per molti, sarebbe un errore storico e culturale. “I cosentini si chiedono se domani la troveranno ancora lì”, afferma Tucci, sottolineando come ogni angolo della città porti l’impronta di Mancini.
La questione resta aperta e il confronto tra amministrazione e cittadini potrebbe determinare un cambio di rotta. Intanto, le voci contrarie allo spostamento continuano a farsi sentire, con l’obiettivo di preservare il valore simbolico della statua e il rispetto per la memoria di Mancini.