Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) sta registrando ritardi significativi nel Sud Italia, soprattutto nei settori della sanità territoriale, dei trasporti e delle infrastrutture ambientali e idriche. Migliora invece la situazione per la costruzione di scuole e asili nido, che risulta tra gli interventi più avanzati. È quanto emerge dal monitoraggio condotto da Svimez, l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, che ha analizzato lo stato di attuazione dei progetti affidati a Comuni e Regioni, a soli 18 mesi dalla scadenza fissata dal Pnrr per il 30 giugno 2026.
Comuni più veloci delle Regioni, ma ancora in ritardo
Le amministrazioni meridionali faticano a entrare nella fase esecutiva delle opere pubbliche, a causa dell’elevato numero di investimenti da gestire e della carenza di personale negli enti locali. Tuttavia, i Comuni mostrano una maggiore efficienza rispetto alle Regioni.
In Calabria, ad esempio, il 65,6% dei progetti affidati ai Comuni è già in fase esecutiva, superando la media del Sud (64%) ma rimanendo ben al di sotto del Centro-Nord (82,3%). Considerando la spesa pro capite, la regione registra 339,8 euro per abitante , un dato superiore alla media meridionale ( 281,6 euro ) e a quella del Centro-Nord ( 248,4 euro ).
Diversa la situazione a livello regionale, dove il tasso di avanzamento è nettamente inferiore: solo il 23,5% dei progetti è in fase esecutiva, contro il 50% della media del Sud e il 75,9% del Centro-Nord. La spesa pro capite si attesta a 44,1 euro, ben al di sotto degli 89,6 euro del Centro-Nord.
Sanità territoriale: il settore più in difficoltà
Uno degli obiettivi principali del Pnrr è il rafforzamento della sanità territoriale, soprattutto nelle Regioni meridionali, che presentano carenze strutturali e di personale. Tuttavia, proprio in questo settore si registrano i ritardi più preoccupanti.
Secondo i dati Svimez:
- Il 72% delle risorse destinate alle Case di comunità (649 milioni di euro ) non è ancora in fase esecutiva.
- Per le Centrali operative territoriali, solo il 20% delle risorse (7 milioni ) è fermo.
- Il 70% dei fondi per il potenziamento dell’assistenza intermedia (279 milioni ) non è stato ancora utilizzato.
Ambiente e risorse idriche: cantieri bloccati
Anche le opere ambientali e idriche mostrano notevoli ritardi. Nessun progetto affidato alle Regioni per la gestione dei rifiuti è entrato nella fase esecutiva, lasciando inutilizzati 9 milioni di euro. Situazione simile per gli investimenti in fognature e depurazione.
Va leggermente meglio per le infrastrutture idriche, dove solo il 7% delle risorse (21 milioni su 317 ) è ancora fermo. Positivo anche lo scenario per le misure di mitigazione del rischio idrogeologico, con il 24% delle risorse (30 milioni su 126 ) ancora da utilizzare.
A livello comunale, il quadro non migliora:
- L’ 85% dei fondi per la gestione dei rifiuti ( 305 milioni su 365 ) non è stato ancora impiegato.
- Le infrastrutture idriche mostrano un blocco totale , con 7,4 milioni di euro ancora fermi .
Scuole e asili nido: il Pnrr colma il gap
A differenza di altri settori, gli investimenti in istruzione e servizi scolastici mostrano progressi significativi.
- Il 91% delle risorse destinate alla costruzione di nuovi edifici scolastici è già stato utilizzato, con solo 35 milioni di euro ancora bloccati su un totale di 388 milioni.
- Il piano per asili nido e scuole dell’infanzia procede a buon ritmo: 278 milioni su 1,9 miliardi devono ancora essere cantierizzati.
- Esempio virtuoso è Catanzaro, dove sono in costruzione tre nuovi asili nido, di cui due finanziati con fondi Pnrr .
Secondo Svimez, il Pnrr sta contribuendo a ridurre le disuguaglianze territoriali nel settore dell’istruzione, migliorando l’accesso ai servizi per l’infanzia e alle strutture scolastiche nel Mezzogiorno.
Conclusioni
L’analisi Svimez evidenzia un quadro contrastante nell’attuazione del Pnrr nel Sud Italia. Mentre i Comuni dimostrano una maggiore capacità di avanzamento rispetto alle Regioni, persistono gravi ritardi nelle infrastrutture sanitarie, ambientali e idriche. Il settore scolastico appare l’unico a beneficiare appieno dei fondi disponibili , contribuendo a colmare il diverso con il resto del Paese. Con appena 18 mesi prima della scadenza del 30 giugno 2026, resta da vedere se gli enti locali riusciranno a velocizzare l’attuazione dei progetti per evitare di perdere importanti risorse economiche.