Cosenza, il futuro incerto delle ludoteche comunali: famiglie e operatori in attesa

La consigliera comunale Bianca Rende solleva il caso, denunciando la mancanza di strutture adeguate e risorse economiche sufficienti

La questione delle ludoteche comunali di Cosenza torna al centro del dibattito politico e sociale. La consigliera Bianca Rende ha reso noto il contenuto della risposta alla sua interrogazione presentata il 4 dicembre 2024, in cui emergono le cause della mancata attivazione del servizio. I problemi principali riguardano l’aumento dei costi e l’assenza di locali idonei, elementi che ne impediscono la ripresa.

Nel dettaglio, il dirigente Giuseppe Bruno ha evidenziato due criticità fondamentali: il rialzo dei costi orari dovuti alla nuova contrattazione collettiva, che rende insufficienti le cifre previste per garantire un servizio annuale, e la mancanza di strutture adeguate, poiché alcuni locali comunali necessitano di manutenzione straordinaria. Inoltre, gli spazi di via Popilia dovranno essere restituiti all’Aterp, riducendo ulteriormente le opzioni disponibili.

Di fronte a questa situazione, si ipotizza una nuova proposta di appalto per le ludoteche, ma sarà necessaria una “drastica rimodulazione delle attività”, come accadrà anche per il servizio degli asili nido. Tuttavia, con l’anno già avviato e senza una chiara indicazione su una possibile nuova localizzazione, la consigliera si interroga sulle reali intenzioni del Comune.

Bianca Rende esprimendo preoccupazione sul rischio che i fondi disponibili vengano dirottati verso altre iniziative culturali, lasciando le famiglie senza un servizio essenziale e sette operatori senza lavoro per un altro anno. Una possibile alternativa potrebbe essere l’attivazione del servizio per soli sei o sette mesi, in coincidenza con la chiusura delle scuole, ma resta il problema della mancanza di strutture idonee ad accoglierlo.

Secondo la consigliera, la situazione evidenzia una scarsa attenzione ai bisogni dell’infanzia: “Cosenza non è una città per bambini”, afferma con amarezza, denunciando l’assenza di servizi educativi adeguati e il peso crescente delle tariffe per le famiglie. In questo scenario, il supporto alle attività ludico-educative ricade quasi esclusivamente sulle associazioni del privato sociale, con il rischio che i bambini più vulnerabili diventino privati ​​di opportunità fondamentali per la loro crescita.

Nonostante le difficoltà, la consigliera Rende sollecita un intervento immediato dell’amministrazione comunale. Il suo appello è rivolto al sindaco Franz Caruso, affinché si attivi per individuare nuovi spazi e ripristinare il servizio, evitando che le risorse già stanziate vadano perse. “Non basta destinare fondi, è necessario garantire che vengano utilizzati per rispondere concretamente ai bisogni delle famiglie e dei bambini”, conclude la consigliera.

Redazione

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