La Corte dei Conti ha stabilito l’assenza di danno erariale per l’ex governatore della Calabria, Mario Oliverio, e per gli altri soggetti coinvolti nel procedimento relativo alla nomina del direttore generale dell’Azienda Calabria Lavoro, Giovanni Forciniti. Il procedimento, avviato a seguito di un’indagine della Guardia di Finanza e della Procura, aveva ipotizzato presunte irregolarità nella selezione, sostenendo che la riapertura dei termini fosse finalizzata a consentire ai Forciniti di acquisire i requisiti necessari, in particolare l’attestazione di conoscenza della lingua inglese, inizialmente assente.
Secondo l’accusa, la decisione di riaprire i termini per la presentazione e l’integrazione delle domande avrebbe favorito Forciniti, ritenuto politicamente vicino a Oliverio. Tuttavia, la difesa ha dimostrato la legittimità delle procedure adottate, sottolineando la discrezionalità valutativa della commissione incaricata della selezione.
La Procura aveva richiesto un risarcimento di 368.419,12 euro, ritenendo che la procedura fosse stata manipolata per favorire la nomina. Tuttavia, i giudici contabili hanno accolto integralmente le tesi difensive, evidenziando come la riapertura dei termini rientrasse nelle prerogative tecniche della commissione e non costituisse di per sé un elemento di dolo.
In particolare, la sentenza ha sottolineato che Oliverio ha operato una scelta tra candidati idonei, senza alcun elemento probatorio che dimostrasse un’intenzionalità fraudolenta. Anche per quanto riguarda gli altri soggetti coinvolti, tra cui Fortunato Varone, Sergio Romano ei membri della commissione di valutazione, non sono emerse condotte colpose, in quanto l’esclusione iniziale di Forciniti era stata correttamente motivata dall’assenza del titolo richiesto, successivamente ottenuto e regolarmente valutato.