Fiaccolata per Serafino Congi: una città unita per il diritto alla salute

San Giovanni in Fiore si stringe per un messaggio di giustizia e solidarietà: oltre 8.000 persone hanno partecipato al corteo, portando con sé un messaggio forte e chiaro

San Giovanni in Fiore ha vissuto una serata indimenticabile, illuminata dalla fiaccolata in memoria di Serafino Congi, il 48enne tragicamente scomparso dentro un’ambulanza dopo un’attesa di tre ore a causa dell’assenza di un medico. Oltre 8.000 persone hanno partecipato al corteo, portando con sé un messaggio forte e chiaro: il diritto alla salute non può essere ignorato.

Un imponente lenzuolo bianco, con la scritta “Siamo tutti Serafino”, ha guidato il serpentone umano che ha attraversato la città. La commozione era palpabile. Il momento più emozionante è stato quando il corteo si è fermato davanti alla casa dei genitori di Serafino, in via Gramsci. Qui un lungo applauso ha unito la folla in un dolore condiviso, coinvolgendo persone di ogni età e categoria sociale.

La forza di una comunità e il richiamo alla giustizia

La manifestazione ha visto la partecipazione di numerose associazioni locali, tra cui Fiori-florensi, Jure Vetere, Gli Spontanei, Proloco e molte altre. Maria Teresa Barberio, tra le promotrici del corteo, ha espresso parole di speranza e determinazione, evidenziando la necessità di un impegno concreto per evitare tragedie simili.

Le forze dell’ordine, coordinate dal commissario Francesco Gagliardi, hanno assicurato che la manifestazione si svolgesse in sicurezza, sottolineando l’importanza dell’evento per tutta la comunità. La sindaca Rosaria Succurro, pur mantenendo un profilo discreto, ha partecipato alla fiaccolata, sottolineando che la sanità deve essere un tema condiviso, libero da divisioni politiche.

L’eco di una tragedia che supera i confini locali

Il caso di Serafino Congi ha acceso i riflettori sulla condizione critica della sanità nella regione. La fiaccolata, definita storica, ha ribadito l’urgenza di un cambiamento. Monsignor Carlo Arnone, attraverso un messaggio, ha sostenuto l’iniziativa, sottolineando l’importanza di promuovere un maggiore impegno delle autorità per garantire cure adeguate e tempestive ai cittadini.

L’evento ha coinvolto anche rappresentanti della Chiesa locale, nel solco dell’impegno sociale che caratterizzava figura come padre Antonio Pignanelli, che si era battuto per l’apertura dell’ospedale cittadino.

Un grido di dolore e speranza

La fiaccolata ha lasciato un segno indelebile nella storia di San Giovanni in Fiore. Un grido di dolore per una perdita evitabile, ma anche un messaggio di speranza: la comunità ha dimostrato che, unita, può richiedere con forza il rispetto dei propri diritti. La morte di Serafino Congi è diventata un simbolo di una battaglia che riguarda tutti, per una sanità più equa e accessibile.

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