Morte Marta Azzaro: nessuna colpa medica secondo il Gip di Castrovillari

Archiviata l’indagine sulla morte della 17enne: i tre medici dell’ospedale Compagna di Corigliano non sono responsabili penalmente

Il Gip del Tribunale di Castrovillari ha archiviato il caso sulla morte di Marta Azzaro, la giovane studentessa di 17 anni di Corigliano, deceduta quasi un anno fa dopo due accessi al Pronto soccorso dell’ospedale Compagna. La decisione, in linea con le richieste del Pm e del collegio difensivo, esclude responsabilità penali per i tre medici coinvolti.

I professionisti – un anestesista, un pediatra e un medico del Pronto soccorso – erano stati accusati di possibile negligenza nella gestione della giovane, che soffriva di una grave patologia congenita. Tuttavia, le perizie tecniche e le testimonianze raccolte hanno portato alla conclusione che nessuna condotta dei sanitari avrebbe potuto modificare l’esito tragico, considerate la complessità e la gravità del quadro clinico della ragazza.

La dinamica dei fatti

La vicenda inizia con il primo accesso di Marta al Pronto soccorso per sintomi come mal di stomaco, vomito e diarrea. Dopo una visita generale, l’intervento di un anestesista e il controllo di un pediatra, si decideva per un’osservazione a domicilio, in quanto le condizioni sembravano migliorate. Purtroppo, poche ore dopo, i sintomi si aggravavano e la ragazza veniva riportata in ospedale, dove però giungeva già priva di vita.

L’inchiesta avviata su denuncia della famiglia della giovane aveva come obiettivo accertare eventuali errori medici o negligenze. Tuttavia, i consulenti nominati dal Tribunale hanno stabilito che, anche con un ricovero immediato, le probabilità di salvare Marta erano pressoché nulle a causa della gravità della sua patologia congenita.

Le motivazioni del Gip

Il Gip ha ritenuto che non vi fosse alcuna evidenza di colpa medica da parte dei sanitari. I medici, difesi dagli avvocati Ettore Zagarese, Raffaella Accroglianò, Antonio Petrone e Francesco Chiaia, avevano agito in conformità alle linee guida e alle condizioni cliniche della paziente al momento della visita. La decisione di archiviare il caso si basa sull’impossibilità di dimostrare che un intervento diverso avrebbe cambiato l’esito.

Redazione

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