Oltre alla controversia sulle visite “a tempo”, un altro tema cruciale agita il settore sanitario calabrese: il mancato adeguamento al contratto collettivo decentrato integrativo della dirigenza sanitaria 2019-2021 (Cida). L’Anaao Assomed, sindacato dei medici dirigenti, ha inviato una formale diffida, denunciando la mancata applicazione dell’accordo in quasi tutte le Aziende sanitarie regionali.
Finora, solo l’Azienda ospedaliera di Cosenza e l’Asp di Crotone hanno provveduto a sottoscrivere il contratto. La maggior parte delle strutture non ha ancora avviato i tavoli decentrati necessari per l’attuazione dell’accordo, lasciando la questione irrisolta e aumentando il rischio di contenziosi.
L’Anaao ha annunciato che, in caso di ulteriore immobilismo, saranno avviate azioni legali presso il giudice del lavoro per ottenere il rispetto delle norme contrattuali. Inoltre, il sindacato prevede un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti per verificare eventuali danni erariali causati dalla mancata applicazione del contratto. Tali danni potrebbero derivare da richieste di risarcimento avanzate dai dipendenti per “perdita di chance” legata ai ritardi, oltre a interessi e costi sostenuti in sede legale.
Questa situazione si somma a un quadro già complesso per il sistema sanitario calabrese, colpito da altre criticità, come la gestione delle liste d’attesa e le carenze strutturali. Il rischio è quello di alimentare ulteriormente il malcontento tra i lavoratori del comparto, già provati da una gestione sanitaria spesso al centro di polemiche.
Seguici su
Aggiungi cosenzatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.