Il 29 novembre a Cosenza si terrà una grande manifestazione promossa da Cgil e Uil contro la nuova legge di bilancio del Governo, ritenuta inadeguata a rispondere alle necessità del Paese. La protesta prenderà forma in un corteo che partirà da Piazza Kennedy e raggiungerà Piazza Carratelli, mettendo in luce temi cruciali come precarietà lavorativa, disuguaglianze di genere, crisi sanitaria e abbandono del Sud.
Le organizzazioni sindacali, durante una conferenza stampa a Lamezia Terme, hanno illustrato le motivazioni della protesta. Mariaelena Senese, segretaria generale della Uil Calabria, ha sottolineato: «Questa è la quarta legge di bilancio che ci costringe a scendere in piazza. Non è uno sciopero politico, ma un atto necessario per far sentire la voce di chi soffre».
Precarietà lavorativa e disoccupazione in crescita
Il recente rendiconto Inps evidenzia una situazione drammatica: l’occupazione è cresciuta nel 2023, ma il miglioramento è stato trainato da contratti a tempo determinato e forme di lavoro precario. In Calabria, i livelli di disoccupazione superano la media nazionale, con una situazione particolarmente critica per le donne: il 56% di loro risulta inattivo, contro il 16% degli uomini. Inoltre, la regione ha perso circa 90mila giovani negli ultimi 10 anni, un dato che testimonia la fuga costante di talenti.
Nonostante un piano occupazionale regionale, i giovani calabresi non trovano opportunità coerenti con le loro aspettative. «La realtà imprenditoriale locale, composta per lo più da piccole e medie imprese, non supporta lo sviluppo di politiche industriali adeguate», ha spiegato Senese.
Sanità e Pnrr: problemi irrisolti
Al centro delle critiche anche la gestione della sanità e l’uso dei fondi del Pnrr. I sindacati denunciano ritardi cronici e scarsa trasparenza nell’allocazione delle risorse, mentre i servizi sanitari continuano a essere carenti, soprattutto al Sud.
Il Mezzogiorno escluso dalla manovra
Il segretario generale della Cgil Calabria, Gianfranco Trotta, ha evidenziato come la legge di bilancio ignori completamente il Sud: «Hanno eliminato il 30% di contribuzione per le assunzioni nel Mezzogiorno, l’alta velocità ferroviaria si ferma a Praia a Mare fino al 2030, e la Statale 106 resta un progetto incompleto».
Secondo Trotta, i dati confermano che l’unico settore in crescita è quello del lavoro precario. Inoltre, il potere d’acquisto dei lavoratori è in forte calo: l’aumento salariale previsto del 5,75% non basta a fronteggiare un’inflazione al 16%. Per i pensionati, poi, l’aumento di soli 3 euro al mese viene definito una “vergogna”.
Un appello per il cambiamento
La manifestazione del 29 novembre punta a mobilitare cittadini e lavoratori per chiedere un’inversione di rotta. Investimenti mirati nel Sud, un piano di sviluppo per la sanità e misure efficaci per combattere il precariato sono alcune delle richieste principali avanzate dai sindacati.
La giornata di sciopero sarà quindi un momento decisivo per portare all’attenzione del Governo le esigenze di una Calabria e di un’Italia che chiedono maggiore equità, trasparenza e sostegno per il futuro.
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