Alta velocità Salerno-Reggio Calabria a rischio nel Pnrr: cresce la preoccupazione

Il governo centrale rivede la distribuzione dei fondi Pnrr, minacciando il progetto di alta velocità per il Sud; nonostante le rassicurazioni arrivano le critiche da politici e sindacati

La rimodulazione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) da parte del governo italiano procede a porte chiuse, suscitando preoccupazioni crescenti tra politici e sindacati. La revisione delle risorse, ritenuta “inevitabile” per recuperare ritardi su alcune opere, si propone di rispettare l’impegno di spendere i 194,4 miliardi del Piano, come garantito dall’Italia all’Unione Europea. Tuttavia, è possibile che i fondi destinati a progetti meno avanzati, tra cui l’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria, vengano riallocati su altre opere più vicine alla realizzazione.

Il rischio di definanziamento per l’infrastruttura ferroviaria Salerno-Reggio Calabria solleva forti preoccupazioni. Al momento, il progetto non ha un tracciato definitivo, e i tempi stringenti del Pnrr, con scadenze fissate al 2026, rendono difficile assicurare il completamento dell’opera entro i termini previsti. La possibilità di riassegnare i fondi ad altri interventi è un’opzione reale, sebbene si tenti di mantenere le risorse all’interno dello stesso ambito infrastrutturale.

Il governo, per voce del ministro Luca Ciriani, ha tentato di rassicurare durante un question time alla Camera. Ciriani ha dichiarato che non è previsto alcun taglio definitivo delle misure del Pnrr e che l’Italia rimane impegnata a portare a termine tutte le riforme e gli investimenti strategici previsti dal Piano. Tuttavia, le risposte generiche non convincono alcuni deputati, tra cui Davide Faraone di Italia Viva, che ha espresso dubbi sull’effettiva capacità di rispettare i progetti promessi senza danneggiare il Sud.

Faraone ha sottolineato come la possibile riallocazione dei fondi dal Pnrr ai Fondi di Sviluppo e Coesione possa sottrarre risorse preziose a nuove opere cruciali per la crescita del Meridione. “Quando spostate risorse verso altri fondi, opere come la Salerno-Reggio Calabria, da anni attese, vengono penalizzate”, ha dichiarato Faraone. Anche la senatrice Raffaella Paita ha chiesto chiarimenti con un’interrogazione al governo, ponendo l’attenzione specificamente sui fondi destinati all’Alta Velocità ferroviaria in Calabria.

La posizione della Uil Calabria: “Un’opportunità irrinunciabile per il Sud”

La segretaria della Uil Calabria, Maria Elena Senese, ha esposto una chiara opposizione alla riduzione dei fondi per l’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria, definendo il progetto “essenziale” per lo sviluppo economico e sociale della regione. Secondo Senese, l’infrastruttura è cruciale per incentivare nuovi investimenti e migliorare le condizioni di vita dei cittadini calabresi, riducendo il divario infrastrutturale tra Nord e Sud.

“Ogni euro investito in infrastrutture è un euro investito in occupazione e sviluppo,” ha affermato Senese, evidenziando come la cancellazione dei fondi rappresenterebbe una grave perdita di opportunità, non solo per la generazione attuale, ma anche per quelle future. La Uil Calabria chiede quindi al governo di rivalutare la decisione e di confermare i fondi necessari per l’Alta Velocità, coinvolgendo le parti sociali e le istituzioni locali nella pianificazione e realizzazione delle opere.

Uno scenario incerto per il futuro dell’infrastruttura

La Salerno-Reggio Calabria è un’infrastruttura attesa da decenni, considerata cruciale per lo sviluppo del Sud Italia. Tuttavia, l’avanzamento del progetto è minacciato dai tempi serrati e dalla mancanza di un tracciato definitivo. La gestione dei fondi Pnrr richiede un costante equilibrio tra i progetti in corso e quelli in ritardo, e il governo sembra orientato a dirottare le risorse verso interventi più rapidi, per rispettare le scadenze concordate con l’Unione Europea.

Il futuro dell’Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria dipenderà dai prossimi sviluppi e dall’effettiva volontà del governo di sostenere il completamento di questa importante infrastruttura. La possibilità di riallocare i fondi del Pnrr ha messo in allarme non solo la politica locale, ma anche i sindacati, che vedono nell’opera una leva fondamentale per l’occupazione e il rilancio economico del Mezzogiorno.

Se la redistribuzione dei fondi dovesse concretizzarsi, sarà un duro colpo per le prospettive infrastrutturali del Sud Italia, già penalizzate da anni di ritardi e carenze nelle grandi opere pubbliche. Il governo è ora chiamato a prendere una posizione chiara e a rassicurare concretamente le comunità locali, garantendo i finanziamenti necessari per ridurre il gap infrastrutturale e promuovere lo sviluppo nel Sud Italia.

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