Bilancio positivo per la sanità calabrese, ma il commissariamento resta

Il sistema sanitario calabrese affronta una difficile battaglia tra commissari straordinari, carenze strutturali e infiltrazioni mafiose, con l'obiettivo di uscire dal commissariamento

Il bilancio consolidato della sanità calabrese ha registrato un avanzo di 40 milioni di euro nel 2023, un passo significativo verso il miglioramento dei servizi sanitari in una regione ancora sotto commissariamento. La Regione Calabria, infatti, mira a uscire dalla gestione commissariale, attiva da quasi 15 anni, ma il cammino verso la normalizzazione resta complesso.

Nonostante l’avanzo, il commissariamento della sanità calabrese continua ad essere una realtà, con nuovi commissari nominati anche in seguito a infiltrazioni mafiose.

Il governo centrale, sebbene aperto all’ipotesi di un ritorno alla gestione ordinaria della sanità in Calabria, per ora ha prorogato il commissariamento. Un esempio emblematico è la situazione dell’Azienda sanitaria di Vibo Valentia, commissariata dopo che le indagini della Dda di Catanzaro hanno rivelato legami tra dirigenti sanitari e la ‘ndrangheta. I nuovi commissari resteranno in carica per almeno 18 mesi, mentre l’intera sanità regionale continua ad essere supervisionata da commissari straordinari.

Attualmente, cinque aziende sanitarie regionali sono sotto gestione commissariale, tra cui l’Azienda ospedaliera unica di Catanzaro e l’Asp di Crotone. La situazione è particolarmente critica a Vibo Valentia , dove la mafia si è infiltrata profondamente nel sistema sanitario, rendendo necessario l’intervento dell’esercito per garantire la sicurezza nell’ospedale locale.

Il Decreto Calabria, emanato nel 2019 per affrontare l’emergenza sanitaria della regione, è stato prorogato fino al 31 dicembre 2024 , ma non è chiaro se vi saranno ulteriori estensioni. Fino a quella data, i commissari straordinari resteranno alla guida delle principali aziende sanitarie della regione. A capo di tutto c’è il presidente della Regione Roberto Occhiuto, nominato commissario ad acta dal governo centrale, con il supporto di sub-commissari come Iole Fantozzi ed Ernesto Esposito.

Un altro strumento commissariale è Azienda Zero , un organismo istituito per affiancare la gestione della sanità calabrese, ispirato al modello veneto. Anche questa struttura è attualmente sotto la guida di un commissario, Gandolfo Miserendino, ma si attende a breve la nomina di un direttore generale stabile.

Nonostante gli sforzi per risanare il sistema sanitario regionale, restano problemi strutturali significativi, tra cui il personale insufficiente . Occhiuto ha cercato di affrontare la situazione reclutando medici cubani, ma servire nuovi concorsi per assumere personale sanitario a lungo termine. Un esempio del degrado del sistema sanitario è la circolazione di ambulanze senza personale medico a bordo, un fenomeno purtroppo non isolato.

Un altro nodo da sciogliere riguarda l’ammodernamento delle strutture e delle tecnologie sanitarie , sfruttando i fondi del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), oltre al miglioramento delle condizioni di sicurezza negli ospedali. Le aggressioni al personale sanitario rappresentano un problema crescente non solo in Calabria, ma in tutta Italia. Tuttavia, in una regione con ospedali considerati veri e propri “campi di battaglia” , è difficile incentivare i giovani medici a lavorare senza adeguate tutele.

La sanità calabrese, quindi, si trova di fronte a una duplice sfida: da un lato, migliorare i servizi offerti alla popolazione e risolvere le gravi carenze strutturali; dall’altro, combattere le infiltrazioni mafiose e garantire la sicurezza del personale. Solo affrontando con decisione questi temi sarà possibile pensare a un futuro fuori dal commissariamento.

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