Cetraro si è riunita presso la darsena turistica del porto per assistere alla prima proiezione del docufilm “Chi ha ucciso Giovanni Losardo?”. L’evento, organizzato dall’associazione “San Benedetto Abate” e dall’Amministrazione comunale, ha richiamato un vasto pubblico, attirando anche la presenza di importanti personalità come la regista Giulia Zanfino, Raffaele Losardo (figlio di Giovanni Losardo), Amalia Bruni, vicepresidente della Commissione regionale anti-ndrangheta, e altre autorità locali e religiose. La scelta del porto come location non è stata casuale, ma altamente simbolica, riflettendo l’importanza della memoria storica per la comunità.
Il docufilm è incentrato sulla figura di Giovanni Losardo, ex segretario capo della Procura di Paola e assessore alla Pubblica Istruzione di Cetraro, ucciso brutalmente nel 1980 dal clan mafioso locale. Questo evento drammatico ha segnato profondamente la storia della città, che da allora ha lottato per affermare la legalità e contrastare la criminalità organizzata. La proiezione del docufilm ha offerto un’opportunità di riflessione sulla lotta contro la mafia, evidenziando le azioni coraggiose intraprese dalla comunità di Cetraro nel corso degli anni.
Amalia Bruni, durante il suo intervento, ha promesso di impegnarsi affinché il docufilm venga proiettato nelle scuole della regione, riconoscendone il valore educativo e la capacità di mantenere viva la memoria di Losardo. Il film, attraverso immagini d’archivio e interviste a personaggi chiave, tra cui Raffaele Losardo e altre vittime della mafia, ripercorre le vicende legate all’omicidio e l’eredità morale lasciata da Giovanni Losardo.
Nonostante la forte partecipazione all’evento, la serata non è stata priva di polemiche. In contemporanea alla proiezione, si è infatti tenuto un concerto del cantante neomelodico Salvatore Benincasa, noto per le sue controversie legate a presunti inni alla malavita. Questo contrasto tra memoria e presente ha sollevato dibattiti all’interno della comunità, evidenziando le contraddizioni ancora presenti nella lotta contro la mafia. Tuttavia, l’evento ha confermato l’impegno di Cetraro nel combattere il fenomeno mafioso e nel promuovere iniziative che rafforzano la cultura della legalità.
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