Nessun dibattito sull’autonomia differenziata, accantonata la proposta di legge ReDigit e approvata una contestata legge omnibus. L’ultima seduta del Consiglio regionale della Calabria, prima della pausa estiva di Ferragosto, è stata caratterizzata da intense discussioni e decisioni controverse. L’incontro si è svolto a Palazzo Campanella, dove la minoranza ha subito sollevato la questione della legge “spacca-Italia”, con il capogruppo del Pd, Domenico Bevacqua, che ha richiesto di inserire all’ordine del giorno la proposta di delibera per un referendum abrogativo. Tuttavia, il presidente Filippo Mancuso ha insistito sul fatto che il dibattito seguisse l’iter ordinario, chiudendo temporaneamente la questione.
Anche la proposta di legge per l’istituzione del Sistema informativo integrato regionale della Calabria e la costituzione della società ReDigit spa non è stata discussa, rinviata a causa dell’assenza di alcuni consiglieri. Luciana De Francesco (FdI) ha chiesto il rinvio per consentire una discussione più approfondita e condivisa.
Via libera al rendiconto dell’esercizio 2022 e al bilancio di previsione 2024-2026 dell’azienda Calabria Verde. Su questo punto, l’opposizione ha espresso preoccupazioni per la mancanza di scelte strategiche. Raffaele Mammoliti (Pd) ha criticato la mancanza di una visione chiara per il futuro, mentre Domenico Bevacqua ha lamentato il deterioramento del progetto originario di Calabria Verde, sottolineando la necessità di maggiore forza e determinazione. L’assessore Gianluca Gallo ha risposto che, nonostante le difficoltà, sono stati fatti progressi significativi, presentando il primo bilancio di previsione 2024-2026 e annunciando nuovi fondi Fsc ottenuti grazie agli sforzi del presidente Occhiuto.
La seduta ha anche visto l’approvazione della legge omnibus, la nona di questo tipo, votata tra le polemiche. Amalia Bruni (gruppo misto) ha criticato duramente il provvedimento, definendolo un’accozzaglia di norme eterogenee che tentano di eludere la discussione. In particolare, ha sottolineato la liquidazione di Fondazione Terina come una sconfitta per il governo, accusando l’amministrazione di non aver intrapreso azioni utili per il suo salvataggio.
Le opposizioni hanno continuato a criticare la gestione della seduta, con Bevacqua che ha parlato di un Consiglio “esautorato” e ha chiesto maggiore rispetto per il ruolo dell’aula. In una nota diffusa dopo la seduta, il gruppo Pd ha censurato l’ennesima ferita inflitta alla discussione democratica e ha criticato la decisione di prorogare al 2025 le verifiche per il rinnovo dell’accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie. Nonostante le tensioni, la delibera è stata approvata, segnando così l’inizio della pausa estiva per i consiglieri regionali.
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