Nonostante gli attacchi subiti negli ultimi dieci anni, Mario Occhiuto, senatore ed ex sindaco di Cosenza, è stato assolto dalla Corte d’Appello di Catanzaro. Il verdetto conferma quanto già deciso due anni prima: l’operato amministrativo di Occhiuto è stato sempre trasparente. La sentenza arriva dopo che la Procura generale aveva tentato di ribaltare la decisione del gup di Cosenza, Claudia Pingitore, che aveva chiesto una condanna a 3 anni e 6 mesi per peculato.
Occhiuto ha sempre sostenuto la sua innocenza, che ora è stata riconfermata dalla Corte d’Appello “in nome del Popolo italiano”. La parte civile, rappresentata dal Comune di Cosenza, aveva richiesto la confisca di 250mila euro a titolo di ristoro dei danni, ma la Corte ha accolto le argomentazioni dell’avvocato Nicola Carratelli, assolvendolo con formula piena.
La vicenda giudiziaria risale al 2017, quando Occhiuto era sindaco di Cosenza. Un pomeriggio di marzo, la città fu scossa da uno scandalo in Municipio. Occhiuto aveva revocato l’incarico fiduciario al capo della sua segreteria, Giuseppe Cirò, un vecchio amico di famiglia, a causa di anomalie contabili scoperte. Occhiuto denunciò immediatamente gli ammanchi, portando all’inizio di un’inchiesta della magistratura.
Le indagini hanno rivelato che, tra il 2013 e il 2017, furono spesi oltre 80mila euro, con Cirò che giustificava spese per voli aerei mai effettuati. Occhiuto ha sempre mantenuto di aver agito per primo per denunciare le irregolarità. Cirò, invece, ha respinto le accuse, affermando di aver agito per conto del sindaco. Attualmente, Cirò è imputato in un processo con rito ordinario davanti al Tribunale di Cosenza.