C’è anche un attivista cosentino tra i destinatari delle misure cautelari dell’inchiesta sugli scontri di Torino del 31 gennaio, durante la manifestazione nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Il gip del tribunale piemontese ha disposto gli arresti domiciliari per Ferdinando Gentile, sindacalista e volto noto dei movimenti cittadini.
I provvedimenti sono stati eseguiti all’alba del 5 novembre dalla Digos della Questura di Torino, diretta da Rita Fabretti, al termine di indagini coordinate dal sostituto procuratore Paolo Scafi. L’ordinanza, che riguarda anche persone residenti fuori dal capoluogo piemontese, prevede misure di diversa gravità: custodia cautelare in carcere, domiciliari, divieti di dimora e obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Al centro dell’inchiesta ci sono i disordini avvenuti durante il corteo per lo sgombero dello storico centro sociale di corso Regina Margherita 47.
Gentile è tra i fondatori di Prendocasa Cosenza, realtà impegnata sul fronte dell’emergenza abitativa, e fa parte del collettivo La Base, da anni protagonista di vertenze sociali in Calabria.
La solidarietà del territorio
La notizia ha generato subito attestati di vicinanza. La Base e le Fem-In Cosentine in lotta parlano di un tentativo di criminalizzare chi si mobilitò a gennaio, definendo i provvedimenti una «vendetta» del governo contro il dissenso. Ricordano inoltre che a Torino sfilarono oltre 50mila persone da tutta Italia, tra cui una delegazione calabrese.
Anche la Federazione cosentina di Rifondazione Comunista ha espresso solidarietà a tutti i colpiti dalle misure. Il partito vi legge un modo di rispondere alla richiesta di giustizia sociale con la repressione, e ha voluto ribadire la stima personale e politica verso Gentile.
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