Accelerare l’attivazione del presidio permanente della Polizia di Stato all’interno del campus per garantire una presenza istituzionale costante e rispondere alle esigenze di sicurezza di studenti e personale. È questa la posizione espressa dal rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco, che ha indicato come prioritaria l’apertura del posto di Polizia nei locali già predisposti e riqualificati dall’Ateneo a ridosso dell’area residenziale.

La sollecitazione giunge in un momento delicato per la comunità accademica, segnato dalle ricerche di Rahel Gebrezgi Mengesha, la ventiseienne etiope iscritta al corso di laurea magistrale in Chimica di cui non si hanno notizie dallo scorso 19 ottobre. Le operazioni di indagine, coordinate dalla Prefettura guidata da Rosa Maria Padovano, vedono la piena collaborazione dell’ateneo, che ha messo a disposizione delle forze investigative tutti i dispositivi tecnologici presenti sul territorio universitario.
Nel riaffermare l’impegno delle istituzioni, il rettore Greco ha evidenziato il valore sociale della sicurezza all’interno del campus:
«Questo Campus è una vera e propria comunità, un luogo in cui studiano e vivono i nostri figli. La sicurezza e la serenità di chi lo frequenta ci stanno pertanto profundamente a cuore. E quando una comunità manifesta un disagio, il dovere di chi la guida non è minimizzare, ma fermarsi, comprendere quel segnale e dare risposte tangibili. La sicurezza, del resto, è prima di tutto un sentimento collettivo che va alimentato e difeso ogni giorno con la presenza costante e la cura delle istituzioni».

Il rettore ha inoltre richiamato la necessità di affrontare la situazione con rigore e responsabilità, mettendo in guardia da reazioni sproporzionate:
«Un’istituzione accademica ha il dovere etico di non farsi trascinare dal clamore. La nostra guida devono restare il metodo critico e la capacità di analisi e di progettazione, soprattutto in un’epoca che tende ad accelerare le reazioni emotive, con il rischio di alimentare letture errate o parziali, generalizzazioni e ingiustificati allarmismi».
Ribadendo l’urgenza dell’attivazione del presidio di Polizia, per il quale l’Ateneo ha ultimato da tempo l’adeguamento delle infrastrutture operative, Greco ha poi aggiunto:
«Le preoccupazioni espresse dalla comunità meritano attenzione e risposte concrete, anche in presenza di un sistema di sicurezza altamente strutturato come quello del nostro Campus. È per questa ragione che ritengo prioritario lavorare con le autorità competenti per accelerare l’attivazione del posto fisso della Polizia di Stato all’interno del Campus. Si tratta di un’iniziativa già avviata da mesi, per la quale l’Ateneo ha individuato, riqualificato e messo a disposizione gli spazi dedicati proprio a ridosso del cuore residenziale: vogliamo che questo presidio diventi operativo al più presto, come segno tangibile e costante della vicinanza delle istituzioni ai nostri ragazzi».
L’istituzione del posto fisso andrà a integrarsi in una rete di sicurezza territoriale che conta 478 telecamere di videosorveglianza collegate h24 a una centrale operativa, 1.400 punti luce, personale di custodia nei quartieri residenziali e servizi di vigilanza armata con pattugliamenti e ronde notturne a piedi lungo il perimetro delle strutture accademiche.
Seguici su
Aggiungi cosenzatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.