Bebe Vio ha scelto di cambiare strada e oggi si è allenata al campo scuola di Cosenza, nel corso delle giornate dedicate allo sport paralimpico. La campionessa ha lasciato ufficialmente la scherma in carrozzina a marzo 2026 per dedicarsi all’atletica paralimpica, specializzandosi nei 100 metri piani (categoria T62).
Un esempio per l’Europa
Il suo percorso era già stato indicato come modello ai massimi livelli istituzionali. Nel settembre 2021 la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen la invitò al Parlamento europeo di Strasburgo come ospite d’onore durante il discorso sullo Stato dell’Unione. Von der Leyen la propose come “esempio ispiratore” e ricordò il suo motto, “Allora si può fare”. Nel presentarla, la presidente ricordò che pochi mesi prima, ad aprile, a Bebe avevano detto che rischiava di morire, e che poi era riuscita a vincere una medaglia olimpica. Parole che, a distanza di cinque anni, tornano di attualità davanti a una nuova sfida sportiva.

Il ritiro dalla scherma
L’annuncio è arrivato dopo i Giochi di Parigi 2024, dove ha conquistato due medaglie di bronzo. A spingerla verso la decisione sono stati problemi fisici e il timore di una paralisi.
Il debutto e il record personale
Il debutto in pista è arrivato a luglio 2026 ai Campionati Italiani Assoluti di atletica paralimpica a Grosseto. Il 19 luglio, al meeting di Leverkusen, in Germania, ha corso in 13″97, scendendo per la prima volta sotto il muro dei 14 secondi. La presenza di Bebe Vio a Cosenza è un segnale forte per tutto il movimento paralimpico e per i giovani atleti del territorio.
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