Torna in libertà il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi. La decisione è stata formalizzata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catanzaro, Fabiana Giacchetti, che ha disposto la revoca della misura degli arresti domiciliari emessa nell’ambito dell’operazione antimafia denominata “Ginestra”.
Il primo cittadino, iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso, è stato ascoltato nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Durante la seduta, lo stesso Stasi ha risposto ai rilievi formulati dagli inquirenti, offrendo chiarimenti in merito ai punti di contatto e alle relazioni citati nel provvedimento cautelare.
I dettagli dell’interrogatorio e le contestazioni della difesa
Tra i passaggi centrali del confronto con la magistratura figura la smentita, da parte del primo cittadino, di qualsiasi forma di conoscenza o contatto diretto con Annibale Matalone, figura considerata dalla Direzione Distrettuale Antimafia quale presunto amministratore finanziario dei gruppi criminali attivi sul territorio rossanese. Stasi ha precisato di non aver mai posseduto il recapito telefonico di Matalone, elemento che costituiva un pilastro dell’impianto accusatorio fondato sull’ipotetico patto elettorale.
A seguito delle precisazioni fornite dall’indagato e dell’illustrazione delle argomentazioni difensive presentate dai legali Mauro Mitidieri e Maurizio Minnicelli, il gip ha ritenuto non più necessaria la custodia domiciliare. Alla luce del provvedimento di liberazione, la difesa ha annunciato la contestuale rinuncia al ricorso precedentemente depositato presso il Tribunale della Libertà.
Seguici su
Aggiungi cosenzatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.