Protezione Civile Calabria: si dimette il direttore generale Domenico Costarella, i saluti e l’eredità gestionale

Dopo la guida avviata nel 2022 e la riconferma del 2025, l'ingegnere lascia la direzione per nuove sfide professionali. Il messaggio d'addio e l'attestato di stima del predecessore Carlo Tansi

Domenico Costarella

Si interrompe la gestione di Domenico Costarella alla guida della Protezione Civile della Regione Calabria. Il direttore generale, insediatosi nel 2022 e confermato nell’incarico nel 2025, ha rassegnato le proprie dimissioni salutando la struttura e i collaboratori con cui ha condiviso la gestione di rilevanti criticità ambientali e territoriali. Tra le emergenze affrontate nel corso del 2026 figurano i cicloni che hanno interessato le aree costiere, i dissesti idrogeologici nei centri collinari e le campagene antincendio boschivo. Per la successione alla direzione del dipartimento regionale si prospetta la candidatura di Giacomo Giovinazzo, dirigente di carriera della Cittadella regionale.

Per chiarire le motivazioni dell’avvicendamento ed evitare interpretazioni errate, Costarella ha affidato a una nota social le ragioni della decisione:

«Si tratta di una scelta personale, ponderata e, non lo nascondo, anche dolorosa. Lascio un incarico che mi ha dato tanto e una Regione alla quale mi sento profondamente legato. Ma a un certo punto del proprio percorso si avverte il bisogno di aprire nuove pagine, cogliere nuove opportunità e misurarsi con sfide diverse».

Nel suo messaggio, l’ex direttore generale ha rivolto un ringraziamento al presidente della Regione, Roberto Occhiuto:

«Ringrazio il presidente Occhiuto che anni fa ha voluto fortemente affidarmi questo incarico, accordandomi la sua fiducia e dimostrandomi, nel tempo, costante vicinanza e stima. A lui va il sincero ringraziamento, anche per aver compreso questa mia decisione. La Calabria è una terra straordinaria alla quale mi sento e mi sentirò sempre profondamente legato».

Sull’uscita di scena di Costarella si è espresso anche il suo predecessore alla guida del dipartimento, Carlo Tansi, ricordando la collaborazione avviata nel 2015:

«La Protezione civile perde un pilastro fondamentale, un uomo di straordinaria serietà, professionalità e dedizione. Quando il 18 novembre 2015 mi insediai alla guida della Prociv, lo volli al mio fianco come capostruttura: fu una delle scelte più importanti che feci. Insieme trasformammo quella che era considerata la cenerentola delle Protezioni civili italiane in una struttura diventata punto di riferimento nazionale, tra le prime due o tre realtà del Paese, presa a modello anche da Regioni ben più blasonate della nostra».

Redazione

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