Incendi, la Calabria va contro il trend nazionale: nel 2026 bruciati il 14% di ettari in meno

Mentre in Italia la superficie divorata dalle fiamme cresce del 36%, la regione registra un calo. La Regione: "Decisive prevenzione e coordinamento"

Vigili del Fuoco intervento incendio 2

Nel 2026 la Calabria ha fatto meglio del resto d’Italia sul fronte degli incendi. Da gennaio al 15 ottobre la superficie percorsa dal fuoco è scesa del 14%, mentre a livello nazionale è salita del 36% rispetto al 2025. I dati arrivano dal sistema europeo EFFIS (Copernicus) e sono stati rilanciati dal Dipartimento Politiche della Montagna, Foreste, Forestazione e Difesa del Suolo della Regione. Compaiono anche nel rapporto di Legambiente “La bioeconomia delle foreste 2026”.

Tanti roghi, ma più contenuti. La Calabria è seconda in Italia per numero di eventi, ma ogni incendio ha bruciato in media 25 ettari, contro i 58,8 della media nazionale. Metà degli episodi si è fermata entro 7 ettari e il 95% non ha superato gli 89. Calano anche i roghi più estesi: quelli oltre i 120 ettari sono passati da 27 a 18 rispetto al 2025.

Un’estate difficile. Il risultato pesa di più se si guarda al clima. Le temperature massime medie sono state superiori di 1,8 gradi rispetto all’anno scorso e le giornate sopra i 34 gradi sono state 25, contro 10. Boschi e macchia mediterranea colpiti dal fuoco sono aumentati solo del 4%, a fronte del +53% nel resto del Paese.

Giù anche campagne e aree naturali. Nelle aree agricole la superficie bruciata è diminuita del 26%, mentre in Italia è cresciuta del 65%. Nelle altre aree naturali e seminaturali il calo calabrese è del 21%, contro un +26% a livello nazionale.

Il sistema di contrasto. Per la Regione, il merito è di previsione del rischio, monitoraggio con droni e Control Room e di una macchina operativa che coinvolge Calabria Verde, volontari, Vigili del Fuoco, direttori delle operazioni di spegnimento, mezzi aerei regionali e nazionali e Carabinieri Forestali. Hanno contribuito anche i tavoli di coordinamento nelle Prefetture con Comuni e Forze dell’ordine, insieme alle circolari congiunte con il settore Forestazione. Secondo la Regione, queste azioni hanno aumentato l’attenzione sul rischio e spinto anche i gestori di strade e ferrovie a effettuare gli interventi preventivi previsti dalla legge.

Redazione

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