La cultura in una città non può ridursi a un mero cartellone di eventi, ma deve rappresentare una visione strategica d’insieme capace di guidare la crescita sociale e civile della comunità. È quanto sostiene in una nota il movimento politico Laboratorio Civico, che fa riferimento all’avvocato Marcello Manna, già sindaco di Rende, richiamando l’attenzione sulle attuali scelte di programmazione culturale nel territorio cittadino.
Secondo l’analisi del movimento, la politica culturale pubblica attuale appare fortemente sbilanciata verso manifestazioni temporanee, sagre e spettacoli che, pur intrattenendo la cittadinanza nel breve periodo, rischiano di esaurirsi con lo smontaggio dei palchi, senza lasciare un’eredità formativa alle future generazioni.
Il confronto con il modello educativo e sociale
Il Laboratorio Civico richiama il lavoro e l’impostazione metodologica promossi negli anni scorsi da Marta Petrusewicz, la cui azione amminstrativa mirava a concepire i luoghi della cultura come spazi vivi di aggregazione e confronto intergenerazionale.
Un esempio centrale di tale visione è rappresentato dalla ristrutturazione e valorizzazione della Biblioteca Civica e dalla creazione della Biblioteca delle Generazioni Future, un progetto pensato specificamente per bambini e ragazzi per promuovere il valore della lettura come strumento di libertà di pensiero e contrasto alla povertà educativa.
Le proposte per le giovani generazioni
Di fronte all’emergere di problematiche complesse legate al disagio adolescenziale, alla solitudine e alla povertà educativa, il movimento politico sottolinea come non sia sufficiente mantenere aperti gli spazi pubblici senza un’adeguata e costante offerta contenutistica.
Per garantire risposte concrete ai giovani del territorio, Laboratorio Civico individua la necessità di un’infrastruttura culturale basata su:
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Attività e laboratori permanenti integrati con la rete scolastica locale;
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Gruppi di lettura e spazi dedicati al consolidamento del pensiero critico e dell’autonomia dei ragazzi;
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Incontri periodici con autori ed esponenti dei linguaggi contemporanei.
Il nodo politico: l’assenza dell’Assessorato alla Cultura
A rimarcare le criticità dell’attuale gestione amministrativa, la nota del movimento pone l’accento su un elemento politico di rilievo: la mancanza, nell’organigramma cittadino, di un Assessorato alla Cultura con delega specifica. Una carenza che, secondo la formazione politica, evidenzia una progressiva perdita di centralità della materia nelle agende di governo locale.
«La differenza sostanziale risiede tra una cultura che si limita a intrattenere e una cultura capace di formare», conclude la nota del Laboratorio Civico, auspicando un riorientamento delle politiche pubbliche a favore di interventi strutturali e di lungo respiro.
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