Il 10 agosto scorso, un grave incidente in moto nel Cosentino ha trasformato una giornata qualunque in una drammatica lotta per la vita. Un trentenne è giunto all’ospedale “SS. Annunziata” di Cosenza in condizioni disperate, dando inizio a una battaglia durata quaranta giorni tra Pronto soccorso, sale operatorie e Terapia intensiva.
Una complessa catena di salvataggio
Fin dall’arrivo dell’ambulanza, la macchina dell’emergenza si è attivata con tempestività. Dopo la stabilizzazione iniziale a opera delle dottoresse Maria Francesca Bianco e Maria Patanè, il paziente è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico guidato dal dottore Gaetano Gentile, seguito da una complessa operazione vascolare eseguita dal dottore Vincenzo Molinari e dal professore Matteo Orrico, durata oltre sei ore.
Nei giorni successivi, l’assistenza è proseguita sotto la guida del reparto del professore Andrea Bruni e con il contributo fondamentale del dottore Paolo Piro, che ha unito alla competenza medica una grande attenzione umana. Determinante è stato anche il lavoro quotidiano di infermieri, OSS e di tutto il personale sanitario.
Verso la guarigione
Superata la fase più critica, da alcuni giorni il giovane è stato trasferito in una struttura fuori dalla regione per proseguire il percorso di riabilitazione. Questa storia non cancella le criticità della sanità calabrese, ma dimostra l’eccellenza e la dedizione di professionisti capaci di fare la differenza, ricordando che dietro ogni vita salvata c’è una straordinaria catena di competenza e umanità.
Seguici su
Aggiungi cosenzatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.