Nessun contatto diretto, nessuna scusa formulata in sede privata e nessun versamento della provvisionale economica disposta nella sentenza di condanna. Con una nota formale, Valeria Chiappetta, madre della piccola Sofia — la neonata sottratta il 21 gennaio dello scorso anno dalla clinica “Sacro Cuore” — interviene per replicare alle recenti interviste televisive rilasciate da Rosa Vespa, la 51enne responsabile del sequestro.
La donna precisa come le manifestazioni di pentimento espresse da Vespa siano rimaste relegate ai contesti mediatici, senza tradursi in azioni concrete o riparatorie nei confronti della famiglia colpita. Viene sottolineata una marcata discrepanza tra le affermazioni rese a mezzo stampa e i comportamenti effettivi tenuti a seguito del giudizio penale.
Rosa Vespa è stata condannata nei mesi scorsi a una pena di 5 anni e 4 mesi di reclusione per il rapimento della lattante, eseguito introducendosi nella struttura sanitaria sotto le fittizie spoglie di una puericultrice. La bambina era stata rintracciata e restituita ai genitori dalle forze dell’ordine a poche ore dall’asportazione.
Le perizie psichiatriche disposte nel corso del procedimento avevano attestato la piena capacità di intendere e di volere dell’imputata al momento del reato, commesso a coronamento di una falsa gravidanza simulata per nove mesi. Dopo un iniziale periodo di custodia cautelare nel carcere di Castrovillari e la successiva concessione degli arresti domiciliari, lo scorso marzo per la 51enne è stato disposto il solo obbligo di dimora.
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