Fondi turismo a Spoleto, la Corte dei Conti conferma la condanna per l’ex governatore Oliverio

I giudici d'appello ribadiscono il danno erariale da 95mila euro per la partecipazione al Festival del 2018. Assolta con formula piena la società fornitrice del servizio

La terza sezione centrale d’appello della Corte dei Conti ha confermato la condanna per danno erariale nei confronti dell’ex presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, e di Sonia Tallarico, all’epoca dei fatti dirigente del dipartimento regionale al Turismo e ai Beni culturali. I due sono stati condannati in solido a risarcire all’ente regionale la somma complessiva di $95.475,02$ euro per l’impiego di risorse pubbliche destinate alla partecipazione della Regione al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel luglio 2018, iniziativa giudicata priva di reali ricadute promozionali per il territorio.

Assolto il partner privato

I giudici contabili hanno invece stabilito la totale estraneità ai fatti della società romana Hdrà e del suo rappresentante legale, Mauro Luchetti (difesi dall’avvocato Alfredo Gualtieri del foro di Catanzaro), scagionati da ogni responsabilità.

Secondo le motivazioni della sentenza, non è possibile imputare al soggetto privato il danno subìto dall’amministrazione calabrese a causa dell’inadeguatezza del format pubblicitario rispetto agli obiettivi di promozione turistica a cui i fondi erano vincolati. La Corte ha chiarito che l’aggiudicazione del contratto è dipesa unicamente dalle scelte e dalle condotte degli amministratori pubblici, i quali hanno modificato il piano originario prima di procedere all’affidamento diretto del servizio.

Le motivazioni della condanna

Di opposto tenore la valutazione sulla condotta dell’ex governatore calabrese. Secondo il collegio giudicante, Oliverio era pienamente consapevole dell’inidoneità del format rispetto alle finalità istituzionali e ai vincoli di spesa dei fondi impiegati. I magistrati hanno evidenziato come l’operato dell’ex presidente fosse orientato all’acquisto di un pacchetto di comunicazione estraneo agli scopi promozionali della Regione Calabria, determinando uno spreco cosciente di denaro pubblico, indipendentemente dalla sussistenza di un eventuale ritorno di visibilità personale in una vetrina prestigiosa.

Sul fronte della giustizia ordinaria, si ricorda che la vicenda era già stata oggetto di un procedimento penale in cui Oliverio era stato assolto dall’accusa di peculato.

Redazione

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