Mentre la città si prepara a riabbracciare la carovana del Giro dopo 37 anni, il pensiero corre inevitabilmente a quei campioni che hanno portato il nome di Cosenza sulle vette più alte del ciclismo mondiale. Parlare di Giro d’Italia in città significa evocare due nomi che hanno scritto pagine importanti di questo sport: Pino Faraca e Michele Coppolillo.
Nel 1981 Pino Faraca, stupì l’Italia intera chiudendo l’undicesimo posto nella classifica generale e conquistando la Maglia Bianca come miglior giovane della corsa.
Soprannominato “il Camoscio della Sila” per la sua eleganza in salita, Faraca sembrava destinato a una carriera importante prima che la sfortuna e gli infortuni ne frenassero l’ascesa. La sua scomparsa prematura ha lasciato un vuoto enorme in una città che non smette di ricordarlo.
Mentre dieci anni dopo Michele Coppolillo è stato l’incarnazione del coraggio e dell’abnegazione. Professionista negli anni ’90, il ciclista cosentino ha legato il suo nome alla Maglia Verde dei Gran Premi della Montagna.
Coppolillo è stato un protagonista assoluto delle fughe da lontano, un corridore capace di incendiare le tappe con attacchi generosi che lo hanno portato a indossare con orgoglio il simbolo del primato in salita. Poi una carriera da gregario al fianco di gente come Michele Bartoli, Paolo Bettini, Claudio Chiappucci, Stefano Garzelli e soprattutto il grande Marco Pantani.
Due storie diverse, due maglie diverse, ma un unico grande amore per le due ruote che oggi, con il ritorno della carovana rosa, torna a vibrare più forte che mai nelle strade della città.
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