Cosenza, dissequestrato il sito Iacchite: “Prevalga la libertà di critica”

Scontro Occhiuto-Carchidi: i giudici riaprono il blog e smontano l'accusa di stalking

Con una decisione destinata a far discutere, il Tribunale del Riesame di Cosenza ha riaperto i cancelli digitali di Iacchite, il blog investigativo e satirico del giornalista Gabriele Carchidi, che era stato oscurato lo scorso febbraio.

Al centro della contesa legale non c’è solo un sito web, ma il delicato equilibrio tra la tutela della reputazione di un rappresentante delle istituzioni, in questo caso il Presidente della Regione Roberto Occhiuto, e il diritto costituzionale di informare e criticare il potere.

Il primato dell’Articolo 21

L’ordinanza firmata dal giudice Marco Bilotta parla chiaro: la maggior parte dei contenuti contestati a Carchidi (33 su 37) non costituisce reato, bensì esercizio della democrazia. Citando la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, il Tribunale ha ricordato che chi sceglie la vita pubblica accetta implicitamente di esporsi a un vaglio mediatico “spietato”.

Il confine tra cronaca e diffamazione, secondo i magistrati, viene superato solo quando l’attacco diventa argumentum ad hominem, ovvero una pura offesa personale slegata dai fatti amministrativi. Nel caso di Iacchite, la maggior parte delle pubblicazioni è stata ritenuta coerente con il clima politico “rovente” della regione, segnato da indagini e polemiche pubbliche.

Lo stalking non sussiste

Un punto cruciale della sentenza riguarda l’accusa di atti persecutori. La tesi secondo cui gli articoli avrebbero causato uno stato di ansia tale da alterare le abitudini di vita del Governatore è stata respinta con fermezza. Per il Collegio, le critiche feroci sono “il prezzo da pagare” in un sistema pluralista, specialmente per un leader politico consapevole del proprio consenso elettorale.

La vittoria della proporzionalità

L’aspetto tecnico che ha portato al dissequestro risiede nel principio di proporzionalità. I giudici hanno giudicato eccessivo il “blackout” totale di una testata per soli tre articoli ritenuti potenzialmente offensivi. Impedire a un giornalista di esprimere il proprio pensiero attraverso il sequestro dell’intero mezzo di diffusione è stata considerata un’intrusione non autorizzata nella sua sfera di libertà.

Mentre il procedimento penale farà il suo corso per i restanti capi d’accusa, la testata torna online, segnando un punto a favore del diritto di satira e della critica politica, anche quando questa si manifesta con i toni aspri e graffianti tipici della realtà cosentina.

Redazione

Seguici su

Aggiungi cosenzatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Franz Caruso 2
L'iniziativa, nata con il supporto del Politecnico di Milano e di partner tecnici del settore,...
La Dottoressa Cesati si è distinta nel suo lavoro per la dedizione, l'alto senso delle...
cardiochirurgia conferenza stampa
Il nuovo reparto, atteso da anni, rappresenta un punto di svolta per il sistema sanitario...

Altre notizie

Altre notizie