Una massiccia operazione di recupero crediti legata alla Tari sta interessando in questi giorni numerosi contribuenti cosentini. Le notifiche, inviate da Municipia Spa — società concessionaria del servizio di riscossione per il Comune di Cosenza — riguardano annualità pregresse, in alcuni casi risalenti al periodo 2016-2017, con importi che superano frequentemente la soglia dei 2.000 euro.
Le criticità nel Centro Storico
La vicenda ha assunto contorni di particolare tensione sociale soprattutto nella parte antica della città. Il Comitato spontaneo di piazza Spirito Santo, presieduto da Giannino Dodaro, si è fatto portavoce del disagio dei residenti, evidenziando come le richieste di pagamento stiano colpendo duramente pensionati e nuclei familiari in condizioni di precarietà economica.
Secondo quanto riportato in una nota ufficiale del Comitato, la contestazione non riguarda solo la tempistica dell’invio — avvenuto in concomitanza con le festività — ma investe la natura stessa dei criteri di tassazione. Viene criticato, in particolare, il calcolo della tariffa basato esclusivamente sulla metratura degli immobili, senza considerare lo stato di fatiscenza di molti stabili della città vecchia o l’effettiva qualità dei servizi erogati nel quartiere.
Le richieste all’Amministrazione
Il Comitato sottolinea che, sebbene l’attività di riscossione sia materialmente gestita da Municipia, la responsabilità dell’indirizzo politico rimane in capo all’Amministrazione comunale. In virtù di ciò, sono state avanzate richieste specifiche per mitigare l’impatto della misura:
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La sospensione immediata delle cartelle più onerose;
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Una revisione dei criteri di calcolo per le abitazioni del centro storico;
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L’apertura di un tavolo di confronto pubblico tra istituzioni e cittadinanza.
Mentre alcuni utenti hanno già scelto di adire le vie legali per verificare la regolarità delle notifiche e l’eventuale prescrizione dei termini, altri si preparano a richiedere chiarimenti presso gli uffici comunali di Palazzo Ferrari e le sedi della società di riscossione. La richiesta corale è quella di un equilibrio tra le esigenze di bilancio dell’ente e la tutela della dignità sociale di una comunità già provata dalla crisi.
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