Le elevate temperature d’inizio settembre e la diffusa assenza di impianti di climatizzazione negli edifici scolastici riaprono il dibattito sull’opportunità di posticipare l’inizio delle lezioni, in particolare nelle regioni meridionali.
In Calabria, dove la partenza ufficiale delle attività didattiche è fissata per il 15 settembre, prende corpo l’ipotesi di un differimento deciso dai singoli istituti. Dalla Giunta regionale filtrano orientamenti d’apertura verso le scelte dei dirigenti scolastici, i quali possono avvalersi delle prerogative garantite dall’autonomia organizzativa. Il calendario predisposto dalla Regione con il decreto del 27 aprile scorso prevede infatti 206 giorni di lezione, offrendo un margine di sei giorni rispetto alla soglia minima dei 200 giorni prescritti dalla normativa nazionale per la validità dell’anno scolastico. Parallelamente, l’Ufficio Scolastico Regionale — privo di competenze dirette sulla calendarizzazione, riservata all’ente regionale — non manifesta contrarietà a eventuali adattamenti decisi dai presidi, purché sia garantito il limite minimo di attività.
La questione dell’idoneità termica delle aule ha intanto assunto rilevanza nazionale, provocando un vivace confronto tra il Ministero dell’Istruzione e le organizzazioni sindacali. A fronte dell’annuncio da parte del ministro Giuseppe Valditara di un fondo di 20 milioni di euro destinato all’acquisto di dispositivi di raffrescamento per le aule, le rappresentanze dei lavoratori hanno sollecitato interventi di natura strutturale.
La Uil Scuola Calabria, richiamando le posizioni della segreteria nazionale, ha evidenziato come il rinvio delle lezioni rappresenti una soluzione unicamente emergenziale rispetto a un deficit edilizio da affrontare mediante verifiche complessive sugli immobili. Analogamente, la Flc Cgil ha sottolineato la necessità di pianificare interventi sistematici di riqualificazione ed efficientamento energetico della rete scolastica.
In risposta alle sollecitazioni, il titolare del Dicastero ha precisato che lo stanziamento di 20 milioni costituisce una misura d’urgenza propedeutica a futuri interventi programmatici, ricordando inoltre le risorse da 3,7 miliardi di euro già destinate alla transizione energetica delle scuole nell’ambito del Pnrr e richiamando gli enti locali alle proprie responsabilità di gestione e manutenzione delle strutture.
Seguici su
Aggiungi cosenzatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.