Permane la custodia cautelare in carcere per Domenico Orsino, il ventiduenne atleta della nazionale di rugby lussemburghese indagato per l’omicidio di Antonio Perrotta, 33 anni. Il Tribunale della Libertà ha infatti rigettato la richiesta di riesame avanzata dalla difesa, convalidando il provvedimento restrittivo emesso in precedenza dal GIP del Tribunale di Paola, Maria Grazia Elia.
Gli avvocati difensori Alessandro Gaeta e Francesco Gelsolmino rimangono in attesa del deposito delle motivazioni ufficiali per analizzare le argomentazioni dei giudici e valutare il ricorso in Corte di Cassazione, puntando a contestare i presupposti della misura applicata.
Mentre Domenico Orsino resta ristretto nel sistema penitenziario, prosegue a piede libero la posizione del fratello ventiquattrenne Umberto, rimesso in libertà dal GIP pur figurando tra gli indagati della medesima inchiesta.
La vicenda trae origine da un violento scontro occorso nei pressi del locale notturno “Il Castello” di Sangineto. Secondo quanto emerge dagli atti giudiziari e dal relativo decreto di fermo, gli elementi indiziari a carico dei due germani si fondano sulle registrazioni dei sistemi di videosorveglianza della zona e sui riscontri ematologici rilevati sugli indumenti sequestrati. Gli sviluppi investigativi restano ora vincolati ai risultati degli esami autoptici sulla salma della vittima per definire con precisione la dinamica dei fatti.
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