La Guardia di Finanza ha acquisito negli uffici comunali di Palazzo dei Bruzi i fascicoli relativi al Planetario “Giovan Battista Amico”. L’indagine della Corte dei Conti punta a far luce sul degrado e sulla mancata riapertura della struttura, sebbene al momento non vi siano responsabilità personali contestate né un danno erariale formalmente quantificato.
La vicenda si inserisce in anni di abbandono, vandalismi e polemiche politiche. Inaugurato nel 2019 con una cupola di 15 metri e l’avanzato sistema di proiezione Zeiss Starmaster ZMP, il Planetario aveva avviato le attività prima dello stop del Covid-19, senza riuscire più a riaprire stabilmente. Nel tempo l’area è stata bersaglio di incuria e raid vandalici, culminati nei gravi danni registrati all’inizio del 2026, con stime preliminari che parlano di circa un milione e mezzo di euro per la riparazione della lente del proiettore centrale (cifra da verificare con i tecnici della casa produttrice).
Intorno alla struttura si è consumato un duro scontro politico: l’ex sindaco Mario Occhiuto ha rivendicato la bontà dell’opera originaria, mentre l’amministrazione Caruso ha replicato di aver ereditato un immobile già chiuso e gravato da criticità gestionali e manutentive. Ora, grazie all’acquisizione della documentazione, la magistratura contabile potrà ricostruire l’intera catena amministrativa, dalle decisioni post-pandemia alla gestione della vigilanza.
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