Mercoledì prossimo si terrà un’importante udienza al Tribunale del Riesame di Catanzaro per fare luce sulla morte di Antonio Perrotta, l’uomo deceduto a Sangineto dopo un violento pestaggio all’esterno di una discoteca.
Antonio Perrotta, 34 anni, originario di Fuscaldo, lavorava come addetto alla sicurezza ed è morto a causa delle gravi lesioni riportate dopo essere stato colpito all’esterno della discoteca “Il Castello”, nella località costiera del Cosentino. Un tragico evento che ha scosso profondamente la comunità locale.
Al centro dell’attenzione dei giudici del Riesame ci sarà la posizione di Domenico Orsino, 22 anni, giocatore della nazionale di rugby del Lussemburgo. Il giovane, originario di Belvedere Marittimo ma residente all’estero, è accusato di omicidio preterintenzionale ed è attualmente detenuto nel carcere di Paola. Il quadro accusatorio a suo carico si è delineato nel corso delle prime fasi dell’inchiesta, mentre il fratello maggiore, Umberto Orsino, 24 anni, fisioterapista, fermato inizialmente insieme a lui, è stato successivamente rimesso in libertà dal Giudice per le indagini preliminari.
La dinamica dei fatti a Sangineto
L’episodio si è verificato nella notte tra l’8 e il 9 agosto scorsi all’esterno della discoteca “Il Castello” di Sangineto. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la vicenda sarebbe nata da una discussione scoppiata all’interno del locale, dopo che il personale di sicurezza aveva chiesto ai due fratelli Orsino di uscire per un problema legato ai biglietti d’ingresso. La tensione sarebbe poi degenerata all’esterno, dove Antonio Perrotta sarebbe intervenuto.
La vittima avrebbe ricevuto un pugno al volto, le cui conseguenze si sono rivelate fatali: l’autopsia ha accertato un trauma derivante dalla successiva caduta a terra e dalle lesioni riportate. Le indagini, coordinate dalla Procura di Paola guidata da Domenico Fiordalisi, sono state condotte congiuntamente da Polizia di Stato e Carabinieri, che hanno individuato i due fratelli anche grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona.
Le accuse e il procedimento giudiziario
Nel corso dell’udienza di convalida davanti al Gip del Tribunale di Paola, il giudice non ha convalidato il fermo della Procura ma ha comunque disposto la custodia cautelare in carcere per Domenico Orsino, derubricando contestualmente l’ipotesi di reato da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale. Per quanto riguarda Umberto Orsino, il giudice ha ritenuto insussistenti i gravi indizi di colpevolezza per mantenerlo in custodia, ordinandone l’immediata scarcerazione.
Ora sarà il Tribunale del Riesame di Catanzaro a dover valutare la richiesta della difesa, assistita dall’avvocato Alessandro Gaeta, di rivedere la misura cautelare disposta per il giovane rugbista. Un passaggio fondamentale per il prosieguo del procedimento, che dovrà stabilire le responsabilità di quanto accaduto e restituire una risposta di giustizia alla famiglia di Antonio Perrotta.
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