Caro affitti e sviluppo locale: i gruppi consiliari difendono il modello economico di Rende

Le forze di maggioranza replicano alle polemiche sulla residenzialità universitaria, evidenziando il ruolo dell'area industriale e dei servizi nel PIL cittadino

Il tema dell’emergenza abitativa e dell’impatto del caro affitti sulla comunità universitaria torna al centro del dibattito politico a Rende. In seguito alle recenti critiche e dichiarazioni pubbliche che hanno descritto la città come dipendente dal mercato delle locazioni per gli studenti fuorisede, una rappresentanza dei gruppi consiliari cittadini è intervenuta per chiarire la struttura economica della municipalità e delineare le prospettive di sviluppo dell’area.

Secondo quanto riportato nella nota congiunta firmata dai rappresentanti consiliari Clelio Gelsomino (Insieme per Rende), Marinella Castiglione (Rende Riformista), Massimo La Deda (Rende Avanti), Carlo Scola (Innova Rende), Francesco Tenuta (PSI) ed Emilio De Bartolo (IdM), la narrazione di una città sostenuta prevalentemente dalle locazioni private risulterebbe parziale e non aderente ai dati strutturali.

Dalle analisi presentate dai consiglieri emerge infatti come il patrimonio abitativo destinato agli universitari rappresenti solo una parte circoscritta dell’economia urbana. A fronte di qualche migliaio di studenti alloggiati nel settore privato, oltre 2.000 giovani usufruiscono delle strutture residenziali dell’Università della Calabria. Un’offerta destinata ad ampliarsi a breve con la realizzazione di ulteriori 800 posti letto sostenuti da fondi PNRR e progetti dell’Ateneo.

Dal punto di vista macroeconomico, le entrate derivanti dagli affitti privati costituiscono una quota marginale del Prodotto Interno Lordo cittadino. La forza produttiva di Rende si fonda su un diversificato tessuto industriale, commerciale e di servizi high-tech. La città ospita una rilevante rete di aziende innovative — tra cui realtà come NTT Data con centinaia di ingegneri impiegati —, un solido comparto manifatturiero, centri di ricerca, strutture sanitarie, ricettive e la principale rete distributiva dell’area urbana.

La nota evidenzia inoltre la natura di Rende come polo d’attrazione occupazionale per l’intera regione: si stima infatti che oltre 10.000 stipendi erogati da imprese e istituzioni con sede sul territorio comunale vengano successivamente percepiti e dichiarati da lavoratori residenti in altri Comuni della provincia.

Sulla gestione del mercato immobiliare, la rappresentanza consiliare ha espresso il proprio sostegno verso le organizzazioni di categoria che sottoscrivono accordi territoriali per il canone concordato, auspicando il pieno rispetto delle regole da parte di proprietari e conduttori e confermando la massima fiducia nell’operato delle autorità preposte alla vigilanza e al contrasto di eventuali irregolarità.

Redazione

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