La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di assoluzione emessa nei confronti dell’ex sindaco di Amantea ed ex consigliere regionale della Calabria, Franco La Rupa, e dell’imprenditore ed ex consigliere comunale Marcello Socievole. La decisione degli ermellini, che ha accolto il ricorso presentato dalla Procura Generale, stabilisce che la vicenda processuale debba essere riesaminata da una differente sezione della Corte d’Appello di Catanzaro.
Al centro del pronunciamento della Suprema Corte vi è la valutazione delle motivazioni avanzate dai giudici di secondo grado, ritenute insufficienti per giustificare la riforma della sentenza di condanna emessa in prima istanza dal Tribunale di Paola.
Nel precedente giudizio d’appello, la magistratura catanzarese aveva dichiarato il non doversi procedere per la fattispecie di voto di scambio contestata agli imputati, causa l’intervenuta prescrizione del reato. Contestualmente, la Corte d’Appello aveva assolto entrambi dall’imputazione di estorsione con la formula «perché il fatto non sussiste», disponendo la revoca delle pene accessorie comminate in primo grado.
La vicenda trae origine dall’inchiesta giudiziaria avviata nel 2017 durante la campagna elettorale per le elezioni comunali ad Amantea, operazione che all’epoca aveva condotto alle misure cautelari per Socievole e La Rupa, successivamente revocati. Con l’annullamento disposto dalla Cassazione, il procedimento torna ora alla fase di appello per un nuovo giudizio.
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