Nel pomeriggio del 13 agosto è attesa la decisione del gip sulla convalida dei fermi per Domenico e Umberto Orsino, i due fratelli di 22 e 24 anni originari di Belvedere Marittimo (residenti in Lussemburgo), accusati della morte del 33enne Antonio Perrotta morto dopo un pestaggio avvenuto all’esterno della discoteca “Il Castello” di Sangineto.
La versione della difesa
Assistiti dall’avvocato Alessandro Gaeta, i fratelli hanno ricostruito la vicenda tramite le dichiarazioni di Umberto, reso dal carcere di Paola. Secondo il racconto, i due sarebbero stati fatti entrare in discoteca senza biglietto da un buttafuori, poi accompagnati fuori dal personale di sicurezza. In quel frangente Umberto sarebbe stato colpito con un pugno alla testa; a quel punto, con l’arrivo di Perrotta, Domenico Orsino (rugbista tesserato anche in nazionale lussemburghese) lo avrebbe colpito con un pugno tra naso e mento, dopo il quale i fratelli avrebbero lasciato il locale.
La difesa sottolinea inoltre l’assenza di intenzione di fuga: Umberto avrebbe acquistato già il 27 luglio tre biglietti aerei (per sé e i genitori) con partenza il 17 agosto, mentre Domenico avrebbe comprato il proprio il 1° agosto.
Perrotta era stato trasportato prima all’ospedale di Cetraro, poi trasferito in elisoccorso all’Annunziata di Cosenza per un intervento chirurgico alla testa, a seguito del quale è deceduto. Per la procura di Paola vi sarebbe stato un “intento punitivo” dei fratelli. Il procedimento è affidato alla dottoressa Micol Bruno; l’autopsia, con incarico alla dottoressa Aquila, è in corso (60 giorni per la relazione definitiva).
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