Tra le partenze per il mare e le seconde case che si riempiono, a Cosenza si muove un’altra realtà: quella dell’inflazione e del carovita. Secondo i dati Istat rielaborati dall’Unione Nazionale Consumatori, a luglio l’inflazione in città si è attestata al 3,5%, superando la media nazionale (2,9%) e determinando una stangata pari a 718 euro di spesa extra all’anno per una famiglia media.
I dati chiave in città:
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Trasporti e mobilità: I trasporti rincarano del 5,9% (terzo posto in Italia), mentre l’uso dei mezzi personali sale dell’8,9%, un peso notevole in un territorio dove l’auto è indispensabile.
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Casa ed energia: Il comparto casa, acqua, elettricità e gas registra un +6,7%, con bollette energetiche in crescita del 9,9% e affitti a +3%.
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Turismo e ristorazione: I servizi di alloggio segnano un +5,6% (il dato più alto della regione), mentre ristoranti e alloggi nel complesso toccano il 5,2%.
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Sanità e servizi: Impennata del 15,7% per gli altri servizi sanitari, mentre la protezione sociale e i servizi vari crescono del 5,9%. Una tregua arriva solo dagli alimentari, fermi a un moderato +1,2%.
L’allarme dell’Unione Nazionale Consumatori
A commentare i dati è Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, che evidenzia la gravità della situazione: «A spingere l’inflazione sono le spese obbligate come i trasporti e le voci dell’assistenza alla persona, della protezione sociale e dei beni e servizi vari, che hanno implicazioni sociali particolarmente elevate».
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