La Procura di Paola ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti di Domenico e Umberto Orsino, di 22 e 24 anni. Originari di Belvedere Marittimo e residenti in Lussemburgo, i due fratelli sono accusati di omicidio aggravato dai futili motivi.
Il delitto è avvenuto nella notte tra sabato e domenica scorsi davanti alla discoteca “Il Castello” di Sangineto, dove i giovani si trovavano in vacanza estiva dopo essere rientrati in Italia da qualche giorno. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i fratelli avevano già acquistato i biglietti aerei per fare ritorno all’estero. Durante l’interrogatorio di garanzia, i due indagati hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande dei magistrati.
La dinamica e il ruolo della vittima
Stando alle prime indagini coordinate dalla Procura, tutto sarebbe iniziato all’interno del locale, dove i fratelli Orsino sarebbero entrati senza biglietto. Invitati ad allontanarsi dagli addetti alla sicurezza, la discussione è ben presto degenerata e si è spostata all’esterno della discoteca.
Antonio Perrotta, 32 anni, padre di quattro figli e residente a Fuscaldo, secondo le prime ricostruzioni, non lavorava formalmente per il locale, ma era amico dei buttafuori. Intervenuto nella discussione, sarebbe stato coinvolto nella colluttazione e colpito mortalmente, secondo alcune testimonianze, con violenti colpi alla testa e al volto sferrati anche con un casco. La Procura sta inoltre accertando la possibile partecipazione di altre persone, attualmente in corso di identificazione.
Gli elementi chiave delle indagini
Nel corso delle perquisizioni eseguite nell’abitazione dei fratelli Orsino, i carabinieri hanno sequestrato, una camicia (sebbene già lavata) sulla quale è stata rinvenuta una macchia di sangue e gli abiti che i due giovani indossavano la sera dell’aggressione.
Autopsia e funerali
La salma di Antonio Perrotta si trova attualmente a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’autopsia è stata fissata per mercoledì mattina alle ore 11:00. Salvo variazioni legate agli adempimenti medico-legali, i funerali potrebbero essere celebrati già nella giornata di mercoledì nella sua città natale, Fuscaldo. Straziante il grido di dolore della madre, Annamaria Zaffino, affidata alle telecamere del Tg1 Rai: «Me lo hanno ammazzato». Un’intera comunità si stringe attorno alla compagna e ai quattro figli in tenera età lasciati da Antonio, vittima di una brutale aggressione scaturita da motivazioni ancora al vaglio degli inquirenti, ma che delineano i contorni di una violenza cieca e ingiustificabile.
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