La comunità di Cosenza e la Chiesa locale piangono la scomparsa di Monsignor Mario Merenda, figura di spicco e decano del clero cittadino. Noto non solo per la sua lunga dedizione pastorale, ma anche per il suo impegno nel mondo dell’istruzione e della cultura, il prelato ha lasciato un segno profondo nella vita sociale e civile della città.
Il Sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha espresso il proprio cordoglio e quello dell’intera Amministrazione comunale, ricordando la statura morale del sacerdote e il suo passato da docente di filosofia presso il Liceo Classico “Telesio” e altri istituti cittadini:
«La nostra città e la Chiesa cosentina piangono il decano dei sacerdoti, uomo di grande cultura e di eccezionali qualità umane. Un educatore nel senso più pieno del termine che ha saputo, con i suoi insegnamenti, formare molti di coloro che, ragazzi ai tempi del Liceo, sono oggi divenuti professionisti e rappresentanti dell’attuale classe dirigente. Con Monsignor Merenda la Chiesa cosentina perde non solo un sacerdote, decano del nostro clero, ma anche una delle figure più autorevoli che ha, lungo tutto il suo ministero sacerdotale, rivestito anche ruoli di primo piano al fianco di alcuni arcivescovi della nostra Diocesi. Fu prima accanto a Monsignor Picchinenna e poi a Monsignor Enea Selis che guidò la Chiesa cosentina negli anni settanta per quasi un decennio».
Il primo cittadino ha quindi rivolto i sentimenti di vicinanza della civica amministrazione ai familiari di Monsignor Merenda, all’Arcivescovo della Diocesi di Cosenza-Bisignano, Monsignor Giovanni Checchinato, e all’intero clero locale.
Al ricordo del Primo Cittadino si è unito Francesco Turco, consigliere delegato ai rapporti con le comunità religiose, che ha richiamato l’attenzione sulla dedizione di Monsignor Merenda verso l’Azione Cattolica, i giovani e le istituzioni culturali della città, tra cui il Comitato scientifico della Biblioteca civica e l’Accademia Cosentina:
«Monsignor Merenda è stato una figura illuminata che ha saputo guidare il cammino di molti giovani della nostra comunità. Il suo esempio sia da sprone anche per i sacerdoti che verranno».
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