Prosegue il dibattito attorno alla realizzazione del nuovo presidio sanitario della provincia di Cosenza. Al centro delle contestazioni vi è la scelta dell’amministrazione regionale di individuare la frazione di Arcavacata, nel territorio comunale di Rende, quale sede della futura struttura universitaria.
In una nota ufficiale, il Comitato per la difesa dell’Annunziata ha espresso forte preoccupazione per la gestione dell’iter procedurale, evidenziando come gli ultimi incontri operativi tra la Presidenza della Regione, i vertici dell’Università della Calabria e la civica amministrazione di Rende abbiano escluso il Comune di Cosenza dai tavoli decisionali.
Il Comitato sottolinea inoltre la mancanza del quadro autorizzativo definitivo: il progetto necessita ancora del via libera da parte dei Ministeri dell’Università, della Salute e dell’Economia, passaggi propedeutici all’emanazione del relativo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Alla luce del superamento della fase commissariale, viene formulata la richiesta formale di trasferire il confronto nella sede del Consiglio Regionale, per consentire una discussione pubblica e trasparente che coinvolga tutte le rappresentanze territoriali e le parti sociali.
A monte della contestazione vi è l’impatto urbanistico e assistenziale della struttura. Secondo le analisi dell’associazione, l’ipotesi di concentrare ad Arcavacata un unico Policlinico da 800 posti letto determinerebbe la progressiva dismissione dell’attuale Ospedale Annunziata. Un’eventualità che, secondo i promotori della nota, rischierebbe di depauperare la rete dei servizi del capoluogo, accelerandone il calo demografico e alterando gli equilibri territoriali a favore dell’area di Rende.
A titolo di mediazione, il Comitato ha avanzato una controproposta organizzativa basata su un modello duale: la suddivisione degli 800 posti complessivi in due moduli da 400 posti ciascuno, ripartiti equamente tra la sede storica dell’Annunziata e il nuovo polo universitario.
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